La prima vittoria non è stata sufficiente. Dopo che il Tar Lazio ha respinto la richiesta di Unione Tifosi Romanisti (UTR) e Associazione Italiana Roma Club (AIRC) per consentire ai tifosi di Roma, Napoli e Fiorentina di seguire le proprie squadre in trasferta, le due associazioni hanno deciso di fare appello al Consiglio di Stato. La sentenza del Tar aveva, infatti, aperto la possibilità per i tifosi della Roma residenti nella regione Lazio, ma non nella Capitale e nei comuni della provincia, di seguire la squadra fuori casa, ma non aveva accolto completamente il ricorso, respingendo parte delle istanze dei tifosi.
L’avvocato Lorenzo Contucci, che rappresenta i tifosi ricorrenti, ha confermato che il Tar ha accolto solo uno dei motivi di ricorso, ovvero la possibilità per i romanisti non residenti a Roma di andare in trasferta, ma non ha risposto completamente a tutte le richieste avanzate. Di conseguenza, UTR e AIRC, fortemente convinti delle proprie ragioni, hanno deciso di presentare appello al Consiglio di Stato, nella speranza di poter consentire a tutti i tifosi romanisti, inclusi quelli della Capitale, di seguire la propria squadra in trasferta.
Appello cautelare
Le due associazioni, in una nota congiunta, hanno dichiarato che, “a tutela dei diritti degli associati”, hanno incaricato gli avvocati Lorenzo Contucci e Paolo Alberto Reineri di presentare un appello cautelare contro l’ordinanza del Tar del Lazio, che aveva parzialmente accolto il ricorso, ma limitato la possibilità di trasferta ai tifosi non residenti a Roma. “Basta discriminazioni”, hanno aggiunto le associazioni, indicando nella discriminazione territoriale uno dei principali motivi di insoddisfazione.
Il divieto di seguire le proprie squadre in trasferta è stato introdotto dal Ministero dell’Interno in seguito agli scontri tra tifosi avvenuti il 18 gennaio 2026, durante i quali tifosi romanisti in viaggio verso Torino e tifosi della Fiorentina diretti a Bologna hanno avuto violenti scontri sull’autostrada A1. A seguito di quell’incidente, il Viminale aveva deciso di vietare le trasferte per i tifosi giallorossi, viola, laziali e napoletani fino al termine della stagione, come misura preventiva per evitare nuovi episodi di violenza.
La decisione, tuttavia, non è stata ben accolta dalle tifoserie coinvolte, che hanno visto nel divieto una misura ingiusta, che punisce l’intera comunità di tifosi per il comportamento di pochi. Le due associazioni, quindi, non intendono fermarsi e continuano a lottare per la libertà di seguire le proprie squadre, chiedendo che non venga fatta differenza tra i tifosi in base al luogo di residenza.