Cinecittà, giovane quasi ucciso per un debito di droga. Sei arresti, quattro sono minorenni

Un tentato omicidio che rivela l'aumento del fenomeno dello spaccio giovanile a Roma, alimentato anche dall'uso di Telegram

Droga

Un ragazzo di 16 anni è stato aggredito brutalmente e rischiava la vita per un debito di droga. La vicenda, avvenuta lo scorso novembre a Cinecittà, ha portato all’arresto di sei giovani, tra cui quattro minorenni. L’episodio è la tragica conferma di come lo spaccio tra giovani stia aumentando a Roma, anche grazie alla diffusione di canali come Telegram, utilizzati per organizzare gli scambi di stupefacenti.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo le indagini della polizia di Stato, coordinate dalla procura di Roma, il 16enne è stato attirato in una zona verde tra viale Ciamarra e via Libero Leonardi con la scusa di uno scambio di droga per denaro, già concordato tramite una chat. Al momento dell’incontro, la vittima è stata subito bloccata da uno degli aggressori maggiorenni, mentre altri giovani, nascosti tra la boscaglia, sono usciti allo scoperto per circondarla e picchiarla selvaggiamente. Il ragazzo è stato prima colpito con calci e pugni e successivamente con una spranga di ferro, che ha contribuito a ridurlo in fin di vita. Il colpo finale è stato inferto da uno degli aggressori minorenni, che lo ha accoltellato alla schiena.

Il movente del tentato omicidio

Il tentato omicidio, secondo quanto ricostruito dalla procura, sarebbe legato al mancato incasso di una partita di droga. Uno degli indagati avrebbe affidato la “retta” per il traffico di stupefacenti alla vittima, ma lo stupefacente sarebbe andato “perso” perché il 16enne era stato arrestato proprio in quella circostanza. Il tentativo di riscuotere il debito ha portato all’aggressione violenta.

Gli arresti e l’evoluzione delle indagini

Sei i giovani arrestati, due maggiorenni di 19 e 18 anni, portati nel carcere di Regina Coeli, mentre i quattro minorenni, con età tra i 14 e i 18 anni, sono stati trasferiti all’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo. Le indagini, però, non si sono fermate: gli investigatori hanno continuato a cercare altri complici che potrebbero essere coinvolti nell’aggressione. Le indagini sono state supportate dalla collaborazione di testimoni e dall’analisi di accertamenti tecnici, come il ritrovamento della spranga usata nel pestaggio.

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