Il Colosseo finisce al centro di un caso legato alla vendita dei biglietti online: secondo Confapi Turismo ci sarebbero anomalie e possibili bot in azione per acquistare grandi quantità di ticket da rivendere poi a prezzi maggiorati su altre piattaforme.
L’associazione ha scritto alla direzione del Parco Archeologico del Colosseo per chiedere chiarimenti in merito alle “ripetute anomalie e malfunzionamenti della piattaforma di vendita sul canale B2C”, quello riservato ai consumatori.
A lanciare l’allarme è stato Francesco Cecilia, presidente della sezione territoriale di Latina di Confapi Turismo. Nella lettera si parla di “diverse segnalazioni” ricevute dagli associati, in particolare guide turistiche, che lamentano la “prolungata indisponibilità dei biglietti di febbraio già dai primi giorni del mese precedente”.
Attualmente risultano disponibili pochi ingressi il 4 e 5 marzo, con fasce mattutine quasi esaurite. Anche l’8 marzo è vicino al tutto esaurito, mentre per trovare maggiore disponibilità occorre arrivare addirittura al 27 marzo. Una situazione ritenuta anomala considerando il periodo di “bassissima stagione”.
Colosseo, l’ipotesi bot e i portali in crash
Il sospetto, spiegato dallo stesso Cecilia all’Ansa, è che la piattaforma dedicata al pubblico possa essere stata oggetto di attacchi informatici da parte di operatori non autorizzati che avrebbero utilizzato software automatizzati per bloccare i biglietti nei carrelli virtuali.
Secondo quanto emerso, quando un bot acquista più biglietti contemporaneamente può mandare in crash il portale, rendendo difficoltoso l’accesso agli utenti comuni, come sarebbe accaduto – ad esempio – la sera del 20 febbraio.
Per contrastare il fenomeno, Confapi Turismo propone di consentire la modifica del nominativo sul biglietto fino a 24 ore prima dell’orario di visita, anziché una settimana, così da scoraggiare l’uso dei bot e tutelare maggiormente i consumatori, favorendo al contempo la piena fruizione del sito archeologico.