Termini, 21 agenti indagati per furti alla Coin

Ammanco da 184mila euro: 44 persone sotto inchiesta

ferragosto, Ladro seriale Termini, Rapinatore seriale Termini

Termini è al centro di una delicata inchiesta che coinvolge 21 uomini e donne delle forze dell’ordine, tra Polfer e carabinieri in servizio nello scalo romano, indagati per furto aggravato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i presunti episodi sarebbero avvenuti all’interno dello store Coin di via Giolitti. L’indagine, coordinata dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio, conta complessivamente 44 persone sotto inchiesta. A condurre gli accertamenti sono stati i militari del nucleo operativo dei carabinieri.

Il sistema scoperto a Termini

L’inchiesta nasce da un ammanco di 184mila euro, emerso con l’inventario di febbraio 2024 relativo all’anno precedente, effettuato dal direttore della Coin di Termini. Al centro del presunto meccanismo ci sarebbe una cassiera del negozio, ritenuta la talpa interna.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la dipendente avrebbe messo da parte capi scelti in anticipo, nascondendoli in un armadio vicino alla postazione. Rimuoveva le placche antitaccheggio, tagliava le etichette e preparava le buste. Tra gli indagati figurano nove poliziotti – una primo dirigente della Polfer, due commissari, un ispettore, un assistente capo, un vice sovrintendente, un assistente capo coordinatore, un sovrintendente capo e un agente – e dodici esponenti dell’Arma, tra cui un brigadiere, diversi vice brigadieri e alcuni appuntati scelti in servizio allo scalo.

La difesa: “Episodi di poche decine di euro”

Sulla vicenda interviene l’avvocato Andrea Falcetta, difensore di otto carabinieri coinvolti nell’inchiesta: “I carabinieri, che parte della stampa già si affretta a definire ‘ladri’, appena 24 ore dopo le notifiche degli avvisi di garanzia per l’inchiesta sui furti a Coin Termini, nell’ultimo anno hanno già operato circa 50 arresti in flagranza di reato oltre a quasi un centinaio di denunce a piede libero. Hanno inoltre svolto servizi antitaccheggio in borghese recuperando e restituendo merce rubata per migliaia e migliaia di euro”.

“Sono indagati da ieri per episodi – dei quali dimostreremo l’insussistenza – dal valore di poche decine di euro e non come alcuni hanno riferito per un giro da centinaia di migliaia di euro, ma da inizio procedimento per alcuni sono già colpevoli”, aggiunge il legale.

Le indagini sono ancora in corso e dovranno chiarire ruoli, responsabilità e l’effettiva portata economica dei presunti furti.

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