Termini torna al centro dell’inchiesta sui presunti furti nello store della stazione: davanti al giudice la ex cassiera di 43 anni ha respinto le accuse più pesanti, rivendicando la propria estraneità agli ammanchi contestati.
“Ho commesso degli errori, ho compiuto delle leggerezze ma non per quegli ammanchi che mi vengono contestati. In molti casi mi limitavo a fornire la mia tessera per gli sconti. Non mi sono in alcun modo arricchita, ho lavorato lì per oltre vent’anni”, ha dichiarato.
L’inchiesta sui furti a Termini
La donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere, ma ha reso dichiarazioni spontanee davanti al gip nell’ambito dell’interrogatorio preventivo disposto dalla Procura di Roma. L’indagine coinvolge complessivamente 44 persone, tra cui anche agenti di polizia e carabinieri, accusati di furto aggravato per un valore che sfiora i 180mila euro.
Il procedimento è coordinato dal pm Stefano Opilio, che contesta circa ottanta episodi avvenuti nell’arco di tre mesi nel 2024.
Licenziamento e richieste di arresto
Per la vicenda la 43enne, assistita dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Irene Bisiani, è stata licenziata. La Procura ha inoltre sollecitato l’arresto in carcere per quattro dipendenti dello store.
Il giudice per le indagini preliminari si è riservato di decidere sulle richieste avanzate dai magistrati. Intanto l’inchiesta prosegue per chiarire ruoli e responsabilità in una vicenda che continua a far discutere.