Alcune delle figure più rilevanti del crimine romano saranno sottoposte a processo. Il gup di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per Leandro Bennato, Giuseppe Molisso, Alessandro Capriotti (noto come “il Miliardero”) e Raul Esteban Calderon, già coinvolto in un altro processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”. L’inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nasce dall’operazione “Cacher” dei carabinieri, che nel 2025 smantellarono una maxi organizzazione criminale che puntava a unificare le centrali di spaccio della Capitale. Gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, e il possesso illegale di armi.
Le dinamiche del traffico di droga e l’ascendente criminale di Molisso e Bennato
Secondo quanto emerso dalle indagini, Giuseppe Molisso e Leandro Bennato avevano un ruolo dominante nel panorama criminale romano. In particolare, Molisso viene descritto come una figura centrale nell’ambito di Cinecittà, paragonato al Michele Senese degli anni passati, uno dei criminali più temuti della Capitale. Bennato, conosciuto anche come “il Biondo”, è stato già coinvolto in precedenti inchieste, tra cui la “Grande Raccordo Criminale”, e recentemente è stato trasferito al regime 41 bis nel carcere di Novara.
Protezione e risoluzione di conflitti nel traffico di droga
Stando agli atti dell’inchiesta, i due capi, Molisso e Bennato, gestivano le principali piazze di spaccio della città, garantendo protezione a chi si metteva sotto la loro ala. Secondo l’accusa, avevano il potere di risolvere conflitti tra i capi piazza e di intervenire per evitare che nuove figure invadessero il traffico di droga. Talvolta, i contrasti venivano risolti con atti di violenza, in un ambiente dove l’influenza di questi criminali era particolarmente radicata.
Il processo e le aspettative
Il processo per questi capi criminali avrà inizio il prossimo 24 giugno, davanti alla VIII Sezione Collegiale. Inoltre, circa una ventina di indagati nel medesimo procedimento hanno optato per il rito abbreviato, con la decisione finale che è attesa nelle prossime settimane