Durante la sua visita a Torrevecchia, Papa Leone XIV ha lanciato un avvertimento severo contro chi approfitta della vulnerabilità dei giovani nei quartieri difficili. Nell’omelia, ha parlato delle difficili condizioni di vita dei ragazzi, sottolineando come molti siano ingannati dai “venditori di morte” e si trovino senza futuro, alla ricerca di una casa e di un lavoro dignitoso. Ha descritto la parrocchia come un “pozzo del Vangelo”, un luogo di speranza per chi è ferito nell’animo e offeso nella dignità.
Dieci mesi di pontificato: “Un piccolo conclave”
Nel corso della giornata, il Papa ha anche incontrato disabili, anziani e assistiti dalla Caritas, mostrando un volto umano e vicino alle difficoltà degli ultimi. In occasione dei dieci mesi dal suo pontificato, ha scherzato sulla presenza dei cardinali che lo accompagnavano, definendo la giornata come un “piccolo conclave”. Ha ribadito, con calore, che ogni persona ha valore, soprattutto i più fragili.
Un appello contro il bullismo e l’odio
Il Pontefice ha parlato anche del bullismo e dei pericoli legati alla violenza tra i giovani, invitando tutti a promuovere la pace e a rifiutare ogni forma di odio fin dalla giovane età. Ha citato un libro dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, esortando i fedeli a non chiudersi nel dolore, ma a vedere la presenza di Gesù nei sofferenti e nei più vulnerabili.
Accoglienza e speranza nella Chiesa
Il messaggio finale di Papa Leone XIV per la comunità di Torrevecchia è stato di accoglienza totale. Ha invitato la parrocchia a essere un porto sicuro per chi sbaglia e a non condannare, ma ad ascoltare, accogliere e sostenere. Ha esortato a formare coscienze libere e adulte, capaci di distinguere il bene dal male, promuovendo una Chiesa che si prenda cura dei suoi figli senza giudicarli. L’incontro si è concluso con un caloroso applauso da parte dei presenti, che hanno mostrato il loro affetto con il cartellone che recitava: “Parte dal cuore un ruggito per il nostro Papa Leone”.