Il 20 febbraio 2023, il giovane “debitore” di droga viene pedinato da un uomo, uno dei pusher coinvolti, mentre si trova alla guida della sua auto. Dopo averlo seguito, il sospettato costringe la vittima a salire sulla sua vettura e lo trasporta verso un luogo isolato, dove inizia il sequestro. L’obiettivo dei sequestratori è chiaro: recuperare i 20mila euro che la vittima doveva per una fornitura di droga mai conclusa.
Il terrore nel bosco
Nel bosco, la violenza raggiunge il suo culmine. Con l’ausilio di spranghe, mazze di ferro e bastoni, i sequestratori maltrattano la vittima, mentre l’altro uomo estrae una pistola. In un atto di ulteriore crudeltà, i sequestratori chiamano il padre della vittima per chiedere un pagamento immediato. Nonostante le minacce, il padre non ha la somma richiesta, ma l’unica risposta che ottiene è il suono di due colpi di pistola esplosi vicino al figlio.
La denuncia e la condanna
Dopo essere stato abbandonato nel bosco, il giovane viene soccorso dal padre. Nonostante il rischio di ritorsioni, la vittima denuncia gli aggressori, dando inizio a un’inchiesta che porta agli arresti. I tre pusher sono stati condannati a sei anni di reclusione per sequestro di persona e lesioni, con rito abbreviato. La condanna ridimensiona sensibilmente la richiesta di vent’anni di carcere avanzata dalla procura. I tre imputati si trovano ancora in carcere