Le agenzie intelligence erano al centro della messinscena costruita da un 33enne arrestato a Roma dalla polizia dopo aver promesso posti di lavoro nelle istituzioni in cambio di denaro. L’uomo millantava di lavorare al Ministero dell’Interno e di avere contatti nei servizi segreti per rendere più credibili le sue proposte.
Il 33enne è stato fermato il 10 marzo nei pressi di un bar in via di Santa Maria in Via, nel centro della Capitale. Gli agenti si sono insospettiti dopo aver notato un’auto dotata di lampeggiante, con a bordo anche un autista e due collaboratori, utilizzati per rendere ancora più convincente la messinscena.
Agenzie intelligence e promesse di lavoro: la truffa
Le indagini condotte dalla Digos della questura di Roma hanno permesso di accertare che l’uomo aveva già ottenuto circa 150mila euro da diverse persone convinte di poter ottenere un’assunzione nelle istituzioni.
Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato una pistola scacciacani e una stampante utilizzata per realizzare falsi badge d’accesso ai palazzi istituzionali, strumenti che contribuivano a rendere più credibile il raggiro.
Sequestri e denunce per i complici
Il 33enne è stato arrestato con accuse che vanno dalla contraffazione all’uso illecito di segni distintivi, oltre a truffa, sostituzione di persona e millantato credito.
I due collaboratori che lo accompagnavano sono stati denunciati anche per ricettazione, perché trovati in possesso di una placca della Polizia.
All’interno dell’auto gli investigatori hanno inoltre sequestrato una paletta segnaletica e tre radio ricetrasmittenti, elementi utilizzati per rafforzare l’immagine di un presunto incarico istituzionale.