Intelligenza artificiale e crisi d’impresa: come i nuovi strumenti possono aiutare le aziende a individuare i segnali di rischio

Ne abbiamo parlato con l’avvocato cassazionista e docente universitario Gabriele Pacifici Nucci, autore del libro “Intelligenza artificiale e crisi d’impresa”, che analizza il ruolo dell’AI nella prevenzione e nella gestione delle difficoltà aziendali

Negli ultimi anni il tema della crisi d’impresa è entrato con sempre maggiore forza nel dibattito economico e giuridico, soprattutto dopo l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, la normativa che ha introdotto un nuovo approccio alla gestione delle difficoltà aziendali. L’obiettivo è quello di superare una visione esclusivamente legata alla fase finale della vita di un’impresa e favorire invece strumenti che permettano di individuare tempestivamente i segnali di squilibrio economico e finanziario.

A questo tema è dedicato il libro “Intelligenza artificiale e crisi d’impresa”, pubblicato recentemente dall’avvocato cassazionista Gabriele Pacifici Nucci, professore a contratto presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Nel volume l’autore analizza il ruolo che i sistemi di intelligenza artificiale possono avere nella lettura dei dati aziendali e nella prevenzione delle difficoltà.

Intelligenza artificiale e analisi dei segnali della crisi

Secondo Pacifici Nucci molte crisi non nascono all’improvviso, ma sono precedute da indicatori economici che possono essere individuati con largo anticipo attraverso strumenti di analisi adeguati.

“Esistono sistemi di intelligenza artificiale capaci di analizzare il conto economico e i dati gestionali di un’azienda individuando alcuni segnali che indicano la direzione in cui l’impresa si sta muovendo”, spiega il giurista.

L’analogia utilizzata dall’autore è quella delle analisi mediche: alcuni valori, se interpretati correttamente, possono indicare che qualcosa non sta funzionando prima ancora che il problema diventi evidente. Attraverso l’elaborazione simultanea di grandi quantità di dati – dai bilanci agli indicatori operativi – questi strumenti consentono infatti di individuare anomalie o tendenze negative che potrebbero sfuggire a una lettura tradizionale.

Nel libro Pacifici Nucci evidenzia come questo approccio possa risultare particolarmente utile nel sistema economico italiano, caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese, dove spesso l’imprenditore conosce molto bene il proprio mercato ma non sempre possiede competenze approfondite di analisi economico-finanziaria. “I sistemi di intelligenza artificiale – osserva – possono aiutare a mettere insieme la conoscenza del mercato dell’imprenditore con la lettura tecnica dei dati economici, fornendo indicazioni utili per orientare le decisioni”.

Naturalmente, sottolinea l’autore, questi strumenti non sostituiscono il lavoro dei professionisti. L’intelligenza artificiale rappresenta piuttosto un supporto nell’analisi delle informazioni, mentre l’interpretazione dei dati e la definizione delle strategie restano affidate all’esperienza di chi conosce il contesto giuridico ed economico dell’impresa.

Il volume affronta anche il tema della gestione delle crisi già conclamate, ricordando come il nuovo Codice della crisi d’impresa metta oggi a disposizione diversi strumenti giuridici che consentono di ristrutturare e rilanciare un’attività economica. Secondo Pacifici Nucci la diffusione di questi strumenti tecnologici è destinata a incidere sempre di più sulla gestione delle aziende.“La cultura dell’intelligenza artificiale – conclude – diventerà sempre più importante nella formazione degli imprenditori e dei professionisti che operano a supporto delle imprese”.

 

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