L’Italia propone tre nuove candidature UNESCO: Presepe, Valpolicella e patrimonio alimentare alpino

Dopo il successo della Cucina Italiana, l'Italia punta a iscrivere nella Lista del Patrimonio Immateriale tre tradizioni culturali uniche che raccontano la vitalità delle comunità italiane.

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L’Italia ha deciso di avanzare tre nuove candidature per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, presentando tradizioni che riflettono la creatività, la spiritualità e la cultura produttiva del Paese. La proposta è stata formulata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO su iniziativa del Ministero della Cultura (MIC), a seguito del successo della Cucina Italiana, già inclusa nella lista. Le nuove candidature riguardano il Presepe, il rito dell’appassimento delle uve della Valpolicella e il Patrimonio alimentare alpino.

Il Presepe: una tradizione di arte e spiritualità

La prima candidatura, “Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo”, celebra la creatività artistica e l’artigianato delle comunità presepiali italiane. Il presepe, come tradizione popolare che unisce religiosità e arte, ha una forte connessione con San Francesco d’Assisi, che nel 1223 a Greccio creò la prima rappresentazione vivente della Natività, dando così origine alla tradizione che ancora oggi caratterizza il Natale in Italia e nel mondo. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato che il presepe rappresenta “un elemento qualificante della identità culturale italiana, un collante sociale per le nostre comunità e una testimonianza eccelsa dell’artigianato artistico tradizionale.

La candidatura assume una particolare rilevanza in questo anno, che segna gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, un anniversario che aggiunge un valore simbolico e spirituale all’iniziativa.

Valpolicella: la tradizione vitivinicola come patrimonio culturale

La seconda proposta riguarda il “rito della messa a riposo delle uve della Valpolicella”, una tradizione agricola che celebra il processo di appassimento delle uve, essenziale per la produzione di alcuni dei vini più pregiati d’Italia. Questo rito esprime il legame profondo tra la comunità, il paesaggio e la cultura vitivinicola locale, ed è stato sviluppato con la collaborazione tra SNODAR, il Consorzio dei Vini della Valpolicella e le istituzioni accademiche. La candidatura intende celebrare la sapienza vitivinicola e la sua importanza culturale per la regione.

Patrimonio alimentare alpino: la cooperazione internazionale per la salvaguardia

Il terzo progetto riguarda la candidatura multinazionale “Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità”, coordinata dalla Svizzera e supportata dalla Francia e Slovenia, per il Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia. Questo progetto raccoglie pratiche alimentari tradizionali delle comunità alpine, sostenendo la tutela e trasmissione dei saperi locali e promuovendo la collaborazione internazionale per la salvaguardia delle tradizioni gastronomiche. Il Governo Italiano ha continuato a sostenere il valore gastronomico dei suoi territori, promuovendo una diplomazia culturale inclusiva e un impegno costante nella protezione delle tradizioni locali.

Un impegno per il futuro del patrimonio culturale

L’On. Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla Cultura, ha commentato: “L’Italia, che vanta il primato mondiale di maggiori siti riconosciuti dall’UNESCO, vede sempre più accrescere l’importanza del proprio patrimonio culturale“. Le candidature, che evidenziano le diverse tradizioni italiane, sono un segno dell’impegno continuo dell’Italia nel sostenere le pratiche culturali locali e promuovere il dialogo culturale globale.

L’Ufficio UNESCO della Direzione Generale Affari Europei e Internazionali del Ministero della Cultura ha coordinato il lavoro tecnico e antropologico per la preparazione dei dossier di candidatura, assicurando che ogni aspetto delle tradizioni proposte sia rispettato e valorizzato in modo corretto.

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