Un incendio divampato sabato mattina al campo rom di Castel Romano, lungo la via Pontina, ha provocato il ferimento di quattro persone. Le fiamme, sviluppatesi intorno alle 11:30, hanno interessato tre moduli abitativi, causando ustioni lievi a tre degli occupanti, mentre una quarta persona è stata trasportata in codice giallo all’ospedale Sant’Anna di Pomezia.
L’intervento dei vigili del fuoco
L’incendio è stato segnalato alla sala operativa del comando provinciale dei vigili del fuoco alle 11:30, che ha inviato sul posto diverse squadre: 22A, AB22, AB11 e TA6. L’intervento si è concluso intorno alle 13:00. Tre dei moduli abitativi presenti nella baraccopoli sono stati distrutti dalle fiamme, ma grazie alla rapidità dei soccorsi è stato possibile limitare ulteriori danni e conseguenze.
Le vittime e i danni
Tra i quattro feriti, tre persone hanno riportato ustioni lievi, mentre la quarta è stata ricoverata con lesioni più serie, ma non in pericolo di vita. La situazione al campo rom rimane critica, e il rogo ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza all’interno delle baraccopoli della capitale.
Critiche sulla gestione dei campi rom
Sul tema è intervenuto il Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), che attraverso le parole del segretario romano Marco Milani ha denunciato le carenze nelle politiche di sicurezza e controllo all’interno dei campi rom. Milani ha puntato il dito contro l’attuale gestione, lamentando che la Polizia Locale di Roma Capitale sia spesso relegata a compiti di “piantonamento vetrina” all’ingresso dei campi, senza reali strumenti per monitorare la situazione interna.
Il sindacato ha inoltre ricordato episodi tragici come il rogo di Centocelle, dove tre bambine persero la vita a causa di una faida interna al campo. Milani ha sollecitato il sindaco e il governo a intervenire per migliorare l’organizzazione della Direzione Sicurezza Urbana e a riconoscere il corpo della Polizia Locale come forza di polizia a ordinamento locale.
Un problema di sicurezza e gestione
L’incendio di Castel Romano rappresenta l’ennesimo episodio che evidenzia le criticità nella gestione delle baraccopoli e la necessità di interventi strutturali per garantire maggiore sicurezza. Gli sgomberi e i piantonamenti attualmente in atto sono spesso percepiti come misure di facciata, senza una reale capacità di affrontare i problemi che si annidano all’interno dei campi.
Mentre si attendono ulteriori aggiornamenti sull’incidente e sulle condizioni dei feriti, l’evento sottolinea ancora una volta l’urgenza di un approccio più efficace e organico alla gestione dei campi rom nella capitale.