Il mondo del cinema si mobilita contro la proposta legislativa sulla semplificazione urbanistica della Regione Lazio, che prevede la possibilità di riconvertire le sale cinematografiche chiuse in altri esercizi commerciali. Tra le ipotesi più contestate, quella di trasformare gli ex cinema in supermercati, cancellando definitivamente spazi culturali storici della Capitale.
Verdone in prima linea: “Presidente Rocca, blocchi questa legge”
A guidare la protesta c’è Carlo Verdone, che ha lanciato un appello al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, affinché la proposta venga fermata. Numerosi attori e registi hanno già aderito alla petizione contro la modifica della destinazione d’uso delle sale, tra cui Paolo Sorrentino, Paola Cortellesi, Pierfrancesco Favino e Valerio Mastandrea.
L’allarme di Federica Lucisano e il dibattito politico
A denunciare per prima il rischio di questa trasformazione è stata Federica Lucisano, amministratrice delegata di Lucisano Media Group, che ha chiesto di creare una cordata per salvare i cinema dismessi, evitando la loro riconversione in strutture commerciali.
Secondo Sara Battisti ed Eleonora Mattia, consigliere regionali del PD, la politica non può limitarsi a registrare il declino delle sale cinematografiche, ma deve trovare soluzioni per preservarle.
Il nodo della legge: 101 cinema chiusi a rischio trasformazione
Attualmente, 101 cinema risultano chiusi a Roma e nel Lazio. La proposta di legge regionale consentirebbe di trasformare le strutture inattive dal 31 dicembre 2023 e ferme da almeno dieci anni, oltre a quelle che, pur avendo riaperto, sono rimaste chiuse per 15 anni consecutivi.
Secondo Laura Corrotti, presidente della Commissione Urbanistica della Regione e consigliera FdI, l’obiettivo della norma è dare una nuova vita a edifici abbandonati, garantendo un nuovo utilizzo per spazi attualmente in disuso.
Un tema che divide cultura e politica
La discussione è aperta e vede contrapporsi due visioni opposte: da un lato chi vuole tutelare il valore culturale delle vecchie sale cinematografiche, dall’altro chi intende riqualificare edifici dismessi con nuove destinazioni d’uso.
Con il dibattito sempre più acceso, resta da vedere se la Regione Lazio modificherà la proposta di legge o se il mondo dello spettacolo riuscirà a ottenere una revisione del provvedimento.