Centri massaggi a luci rosse, blitz della polizia locale

Maxi operazione a Roma contro la prostituzione nei centri massaggi: cinque persone denunciate. Smantellata una rete criminale attiva in più città italiane

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Una rete di centri massaggi a luci rosse, gestiti da cittadini cinesi, è stata smantellata dalla polizia locale di Roma Capitale. L’operazione, avviata circa un anno fa, ha portato alla denuncia di cinque persone accusate di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

L’indagine ha rivelato un’organizzazione criminale attiva non solo nella Capitale, ma anche in altre città italiane, tra cui Perugia, Napoli e la provincia di Avellino.

L’indagine: intercettazioni e pedinamenti

L’inchiesta, condotta su delega della Procura della Repubblica di Roma, si è concentrata su una rete di centri massaggi illegali operanti nelle zone di Termini, Collatino, Prenestino e nel quadrante sud-est della Capitale. Grazie a un’articolata attività investigativa, che ha incluso osservazioni prolungate, intercettazioni e analisi di tabulati telefonici, gli agenti del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (GSSU), insieme al nucleo di polizia giudiziaria del comando generale, hanno ricostruito il sistema con cui le donne venivano reclutate, trasferite e costrette a prostituirsi.

Le indagini sono partite da un centro massaggi nel quartiere Esquilino e hanno permesso di individuare diverse sedi collegate, utilizzate sia come luoghi di meretricio sia come punti di reclutamento. Il gruppo criminale, secondo quanto emerso, operava attraverso una rete organizzata che sfruttava anche i social network per gestire alloggi, risorse e il trasferimento delle donne tra le diverse città.

Blitz in più città e sequestri

I blitz sono scattati in simultanea a Roma, Perugia, Napoli e Avellino, con il supporto delle polizie locali e dell’Arma dei Carabinieri. Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati dispositivi elettronici e telefoni utilizzati per l’organizzazione illecita, oltre a una somma di denaro di diverse migliaia di euro.

Gli investigatori proseguiranno il lavoro per risalire ad altre eventuali reti criminali attive in Italia, monitorando scambi di informazioni e risorse sui social network, strumenti sempre più utilizzati per il coordinamento di attività illecite legate alla prostituzione.

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