I sindacati di Roma e Lazio tornano a chiedere un maggiore utilizzo dello smart working per migliorare la viabilità cittadina, come già accaduto nei mesi scorsi durante i lavori per il Giubileo. L’accordo siglato nell’autunno scorso è scaduto con l’apertura della Porta Santa, e il tavolo di monitoraggio sulla sua attuazione si è concluso con un nulla di fatto.
Le società nel mirino dei sindacati
Nel mirino di CGIL, CISL e UIL ci sono le società partecipate Ama, Atac e Acea, oltre agli uffici comunali, accusati di non aver applicato il lavoro agile nei termini previsti, ossia due giorni a settimana. In alcuni casi si è persino fatto un passo indietro: Atac ha ridotto lo smart working da due a un solo giorno per i suoi dipendenti amministrativi, mentre in Ama solo 400 su 900 impiegati possono usufruirne per due giorni settimanali. Inoltre, nella municipalizzata dei rifiuti, se una settimana include una festività o un giorno di ferie, il giorno di lavoro da remoto viene annullato.
Roma e lo smart working: un binomio difficile
Di fronte a questa situazione, il segretario della CGIL Roma e Lazio, Natale Di Cola, sottolinea che lo smart working non è uno strumento emergenziale, ma una modalità organizzativa che riduce il traffico, migliora la qualità della vita e ottimizza la produttività. Secondo i dati sindacali, Roma Capitale è ancora lontana dall’obiettivo dei 9.000 dipendenti in lavoro agile per almeno due giorni a settimana.
Anche la politica si inserisce nel dibattito: Francesco Carpano e Rachele Mussolini di Forza Italia parlano di “umiliazione dei lavoratori” e chiedono una commissione trasparenza per verificare la gestione del lavoro agile nelle partecipate e nel Comune.
I sindacati chiedono di prorogare lo smart working per tutto il 2025 e il 2026, in modo da gestire al meglio i flussi di traffico e gli eventi del Giubileo, che avrà impatti anche oltre il 2025. Il segretario della UIL Roma e Lazio, Alberto Civica, ricorda che quando fu firmato l’accordo iniziale, si sapeva che l’evento avrebbe avuto effetti prolungati: per questo, ora, si chiede una sua proroga o rinnovo.
Il sindaco Roberto Gualtieri, dal canto suo, ha dichiarato che il Comune sta applicando i protocolli esistenti, riconoscendo l’importanza dello smart working per conciliarsi con le esigenze personali dei lavoratori, in particolare delle donne, e per migliorare la produttività. Tuttavia, resta da capire se e come verrà accolto l’appello dei sindacati per un nuovo accordo.