Un grave errore medico sarebbe avvenuto al Policlinico Umberto I di Roma, dove un paziente sano avrebbe subito un intervento invasivo basato su una diagnosi errata. La vicenda ha avuto inizio lo scorso maggio, quando l’uomo si è recato presso l’istituto odontoiatrico Eastman per l’estrazione di un dente del giudizio e la rimozione di una cisti. Come da prassi, il campione biologico prelevato è stato inviato in laboratorio per l’analisi istologica.
A giugno, il referto istologico avrebbe erroneamente indicato la presenza di un osteosarcoma ad alto grado di malignità, portando i medici a programmare un intervento per la rimozione della mandibola. L’operazione si è svolta il 22 luglio, ma due mesi dopo, il 9 settembre, un nuovo esame istologico sull’osso asportato avrebbe rivelato l’assenza di cellule tumorali.
Insospettito dal responso, il paziente ha deciso di approfondire la questione e ha fatto analizzare il materiale biologico presso un laboratorio dell’Università Cattolica. Il verdetto, arrivato il 25 ottobre, ha confermato il sospetto: il DNA del campione non corrispondeva al suo. Ciò significa che il paziente, privo di tumore, ha subito un intervento non necessario, mentre un’altra persona, potenzialmente malata, non ha ricevuto le cure adeguate.
L’uomo, che ha riportato una paresi facciale permanente, ha sporto denuncia per lesioni gravi. Sulla vicenda indaga la Procura di Roma, con il pubblico ministero Eleonora Fini a capo delle indagini. Il caso, riportato dal Corriere della Sera, solleva interrogativi sulla gestione dei campioni biologici negli ospedali e sulla sicurezza dei protocolli sanitari.