A pochi giorni dalla manifestazione a favore dell’Europa, prevista per sabato 15 marzo a Roma, Potere al Popolo, insieme a diversi movimenti studenteschi, ha annunciato una contro-mobilitazione in piazza Barberini per esprimere la propria opposizione alla difesa comune europea e alla corsa al riarmo.
Lo slogan della protesta è chiaro: “No all’Unione Europea che si riarma, no alla difesa comune, la sicurezza è nel ripudio della guerra”. Il riferimento è alla crescente attenzione delle istituzioni europee sul tema della difesa e al possibile incremento delle spese militari, argomenti che stanno alimentando il dibattito politico.
La critica al riarmo e all’economia di guerra
Nei giorni precedenti alla manifestazione, Potere al Popolo ha spiegato le motivazioni della protesta attraverso un comunicato sui social. Secondo il movimento, l’Europa sta attraversando una svolta epocale, con un cambio di strategia che privilegia la militarizzazione rispetto alle politiche sociali.
La critica è rivolta ai vertici europei, a partire dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, accusata di favorire un dirottamento delle risorse pubbliche dalla spesa sociale a quella militare. Per Potere al Popolo, questo processo rappresenta una minaccia per le condizioni di vita dei cittadini europei, con un impatto particolarmente pesante sulle fasce più deboli e sulle regioni meridionali dell’Europa, come il Mezzogiorno italiano.
Secondo il movimento, la scelta dell’UE di rafforzare il proprio ruolo militare nel contesto internazionale aggraverebbe le tensioni globali, in particolare nel conflitto ucraino, e contribuirebbe a una logica di guerra che penalizza le popolazioni locali.
Un presidio in opposizione alla manifestazione pro-UE
La mobilitazione si pone in contrasto diretto con la manifestazione pro-europea promossa da Michele Serra, alla quale hanno aderito partiti e associazioni favorevoli a un’Unione Europea più forte anche sul piano militare.
Con la sua protesta, Potere al Popolo intende portare in piazza una visione alternativa, sostenendo che la sicurezza non passi per la costruzione di un esercito europeo, ma per politiche di pace e cooperazione internazionale.