Quarticciolo, proteste contro gli sgomberi: attivisti in presidio sotto l’Ater

Dopo il maxi blitz del 25 febbraio, cresce la tensione nel quartiere. Gli attivisti chiedono soluzioni per le famiglie sgomberate

La mobilitazione contro gli sgomberi al Quarticciolo si è spostata sotto la sede dell’Ater, in Lungotevere Tor di Nona, dove nella mattina di mercoledì 12 marzo gli attivisti di Quarticciolo Ribelle hanno manifestato contro l’allontanamento forzato di due donne con figli minori da appartamenti occupati.

Il maxi blitz e le proteste nel quartiere

Il 25 febbraio il Quarticciolo si è svegliato in uno scenario di imponente operazione delle forze dell’ordine. Circa 200 agenti, tra carabinieri, polizia di Stato, polizia municipale e guardia di finanza, hanno eseguito un’azione mirata a contrastare le piazze di spaccio e verificare le occupazioni abusive. Su richiesta dell’Ater, sono stati sgomberati due alloggi occupati, suscitando la reazione degli attivisti e di alcuni residenti.

Le tensioni sono esplose con un corteo di protesta per le strade del quartiere, dove si è denunciato come lo sgombero sia stato eseguito senza alternative per le famiglie coinvolte. “Con tutti i problemi del Quarticciolo, si è data priorità agli sgomberi invece che ai reali bisogni del territorio” ha dichiarato Alessia Pontoriero, del comitato di quartiere.

Le manifestazioni non si sono fermate. Dopo il corteo del primo marzo, gli attivisti sono tornati a far sentire la propria voce, evidenziando il rischio di ulteriori 20 sfratti già annunciati, e chiedendo che la questione delle case occupate venga trattata con un approccio più sociale e meno repressivo.

Le richieste degli attivisti

Sotto la sede dell’Ater, gli attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta “Ater basta sfratti, vogliamo risposte”. Le richieste avanzate includono:

  • Manutenzione e ristrutturazione degli immobili, con particolare attenzione alla seconda palazzina di via Ugento.
  • Estensione dei criteri delle sanatorie del 2020, per regolarizzare le situazioni abitative.
  • Recupero degli appartamenti vuoti, che, secondo gli attivisti, solo al Quarticciolo sarebbero decine.
  • Soluzioni alternative per le famiglie sgomberate, affinché nessuno venga lasciato senza un tetto.

Dopo il blitz del 25 febbraio, sulla questione è intervenuto anche il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, chiedendo di rivedere le modalità degli sgomberi: “È essenziale interrompere gli sgomberi senza valide soluzioni alternative, per evitare di acuire la tensione sociale”. Il minisindaco ha sollecitato un incontro urgente con il prefetto, sottolineando l’importanza di distinguere tra esigenze abitative e fenomeni legati alla criminalità.

Il futuro del Quarticciolo

Le prospettive per il quartiere sono state al centro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi il 3 marzo. L’amministrazione municipale ha ribadito l’urgenza di interventi su verde pubblico, strade e marciapiedi, in attesa delle risposte del commissario straordinario Fabio Ciciliano, previste entro la fine del mese.

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