È bufera sull’evento “Piazza per l’Europa” tenutosi a Roma il 15 marzo, promosso su proposta del giornalista Michele Serra e realizzato con il supporto del Comune attraverso la partecipata Zétema. Alla manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa 50mila persone, hanno aderito numerosi amministratori e sindaci, principalmente del centrosinistra, in assenza di simboli partitici.
I fattori che hanno scatenato la polemica
Tuttavia, a scatenare la polemica è stata la spesa sostenuta per l’evento: quasi 350mila euro di fondi pubblici, Iva inclusa, impiegati per garantire l’allestimento e lo svolgimento della manifestazione.
Le spese, dettagliate in una nota inviata l’11 marzo da Zétema al Gabinetto del Sindaco, sono ora oggetto di indagine da parte della commissione Trasparenza di Roma Capitale, guidata da Federico Rocca (Fratelli d’Italia). Il documento fa riferimento a una riunione operativa svoltasi il 10 marzo e specifica che Zétema ha rinunciato agli oneri indiretti “in considerazione dell’alto valore morale dell’iniziativa”.
Tra le voci più rilevanti: 60mila euro sono stati spesi per l’allestimento del palco. Altri 47mila euro sono stati destinati all’impianto audio, alle luci, agli schermi e all’assistenza tecnica. A questi si aggiungono 22mila euro per la regia, i cui contenuti sono poi stati diffusi sui social e dai media. Infine, 26mila euro per due teli scenografici, 10mila euro per sei gazebo, e 16.500 euro per il coordinamento tecnico dell’evento, inclusi direttore di produzione, assistente e un runner automunito.
Un ulteriore capitolo riguarda il personale di sicurezza e assistenza: oltre 15mila euro per circa 90 operatori, tra steward e coordinatori, addestrati alla gestione di eventi con rischio elevato. A questi si aggiungono 6mila euro per il servizio sanitario, che ha incluso quattro ambulanze e otto squadre di soccorritori a piedi. Non sono mancati i 15mila euro destinati ai diritti d’autore SIAE, come previsto dalla normativa.
Le spese per gli ospiti dell’evento, seppur limitate, hanno scatenato la reazione dell’opposizione. In particolare, sono stati erogati 2.500 euro per coprire i costi di viaggio e soggiorno di alcuni partecipanti, come il presentatore Claudio Bisio – ospitato presso l’Hotel Orazio Palace e rimborsato per i trasferimenti in treno e con Ncc da Milano – e il musicista Walter Porro, rimborsato per il viaggio da Torino e l’alloggio a Frascati.
A denunciare il caso è stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha parlato apertamente di “distrazione di fondi pubblici” e ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica. Gasparri ha definito “sfrontata” la giustificazione fornita dal sindaco Gualtieri in merito alla legittimità della spesa.
Il punto centrale della contestazione, però, rimane la natura dell’iniziativa. Secondo Federico Rocca, non vi sarebbero le basi per definirla un evento istituzionale: “La festa dell’Europa è il 9 maggio, quella del 15 marzo è un doppione. Inoltre, la promozione da parte del Comune è arrivata solo in un secondo momento, senza una memoria di Giunta o una comunicazione preventiva”. Rocca ha anche criticato l’opacità della procedura, evidenziando come la paternità dell’evento sia emersa solo a posteriori.