Protesta Ultima Generazione: blitz davanti al Bulgari Hotel

Denuncia sociale e azione simbolica di Ultima Generazione contro disuguaglianza e caro vita davanti a un hotel di lusso a Roma

protesta Ultima Generazione

Mattinata di protesta Ultima Generazione nel cuore di Roma, dove nove attivisti del movimento si sono radunati davanti all’ingresso del Bulgari Hotel per denunciare la crescente disparità sociale. Come gesto simbolico, hanno sparso a terra scarti di frutta e verdura e mostrato striscioni con frasi provocatorie.

Tra i cartelli esposti: “Vi state mangiando il nostro futuro”, “Il lusso è un furto” e “Bollicine o bollette?”. Alcuni attivisti sono riusciti a entrare nell’hotel per consegnare una lettera al Direttore, sottolineando il messaggio della campagna “Il Giusto Prezzo” e richiamando l’attenzione sulla difficoltà di accesso al cibo di qualità.

Protesta Ultima Generazione: il lusso come simbolo del divario sociale

Francesco, 29 anni, dottorando in fisica, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “Un’insalata da 20 euro mentre molti non hanno quei soldi per tutta la giornata è un’ingiustizia che ci dovrebbe far impazzire”. Il messaggio è chiaro: il benessere di pochi si scontra con la sopravvivenza di molti.

L’azione di Roma è stata replicata anche a Milano, nella Galleria Vittorio Emanuele II, con lo stesso intento: denunciare la normalizzazione della povertà in un contesto di abbondanza e consumismo di lusso. Gli attivisti sottolineano che non si tratta di un attacco a un brand, ma alla disuguaglianza sistemica.

Il caro vita e l’agricoltura al centro delle critiche

Nel mirino della protesta anche le politiche agricole e il costo della vita. Gli attivisti puntano il dito contro il governo e il Ministro dell’Agricoltura, accusandoli di ignorare i problemi strutturali che colpiscono contadini e piccoli produttori, soffocati da burocrazia e crisi ambientali.

A detta degli organizzatori, il “Made in Italy” nasconde condizioni di sfruttamento, mentre affitti, salari fermi e bollette esorbitanti rendono insostenibile la vita quotidiana. “Quando servono fondi per il welfare si taglia, ma per il riarmo i soldi ci sono sempre”, accusano, indicando una classe politica distante e poco attenta.

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