Un lungo corteo ha attraversato mercoledì sera il quartiere di San Lorenzo, a Roma, per rendere omaggio a Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni originaria di Terni, uccisa brutalmente a coltellate dal suo ex fidanzato Mark Samson. In migliaia, con striscioni, fumogeni e cori, hanno partecipato alla manifestazione promossa dal movimento Non Una di Meno, ribadendo la necessità di fermare la spirale di violenza che continua a colpire le donne.
Un omicidio che ha scosso Roma e il Paese
Ilaria, studentessa della facoltà di Statistica presso l’Università La Sapienza, era scomparsa da una settimana. Il suo corpo è stato ritrovato nella mattinata di mercoledì, nascosto all’interno di una valigia abbandonata in un dirupo nei pressi di Poli, in provincia di Roma. A confessare l’omicidio è stato l’ex fidanzato, Mark Samson, 23 anni, di origine filippina. Il giovane ha ammesso di averla colpita a morte nel proprio appartamento, situato nel Quartiere Africano, durante un incontro chiarificatore.
Il corteo e il grido collettivo di dolore
Mercoledì sera, le strade del quartiere universitario si sono riempite di persone. Alla testa del corteo, lo striscione con la scritta “Ci vogliamo viv3” ha espresso la rabbia e la determinazione delle migliaia di partecipanti. “Per Ilaria, per Sara, per tutt3”, hanno scandito le attiviste transfemministe, ricordando anche Sara Campanella, un’altra giovane vittima di femminicidio nei giorni scorsi. Il corteo, ordinato e senza incidenti, è stato l’espressione di un dolore collettivo trasformato in mobilitazione.
Un minuto di rumore all’università
In parallelo al corteo, la comunità accademica de La Sapienza ha organizzato un momento di raccoglimento. Centinaia di studenti, docenti e cittadini hanno portato fiori all’ingresso della Facoltà di Statistica, dove Ilaria studiava. Su invito della rettrice Antonella Polimeni, si è osservato un minuto di “rumore”, un gesto simbolico per trasformare il silenzio in denuncia e solidarietà.
Un’indagine che ha portato alla confessione
Le indagini, coordinate dalla squadra mobile di Roma e dal commissariato San Lorenzo, hanno rapidamente portato all’individuazione del colpevole. L’analisi dei tabulati telefonici e delle celle agganciate dal telefono di Ilaria ha permesso di localizzare l’ex fidanzato in via Homs, dove si è consumato l’omicidio. La confessione è arrivata poco dopo. Il corpo della ragazza era stato nascosto in un grande bagaglio, poi trasportato e abbandonato nella zona di Capranica, lungo la provinciale 45B.
Una scia di sangue che non si arresta
Quello di Ilaria è il 23° femminicidio registrato in Italia nel 2025. La sua morte riporta alla luce una piaga sociale che non accenna a fermarsi. Solo pochi mesi fa, la tragica uccisione di Giulia Cecchetin aveva mobilitato il Paese. Le attiviste sottolineano come la matrice patriarcale sia comune a tutti i femminicidi, a prescindere da età, origine o contesto, e rilanciano l’urgenza di un cambiamento culturale profondo e strutturale.