Ha scelto lo sciopero della fame come forma estrema di protesta, Michele Giuli, giovane insegnante di storia in un liceo romano e attivista del movimento Ultima Generazione. Nella mattinata di venerdì 11 aprile, Giuli ha tentato di sedersi davanti al Quirinale per esprimere pacificamente il suo dissenso contro il decreto sicurezza promosso dal governo, ma è stato bloccato dalla polizia.
Secondo quanto riferito dal docente, l’accesso alla zona era completamente interdetto dalle forze dell’ordine, che gli hanno impedito persino di sedersi. Ha quindi ripiegato su piazza Montecitorio, dove però è stato allontanato con la forza dagli agenti, che lo hanno trascinato via impedendogli di manifestare.
Al centro della contestazione c’è la recente approvazione, da parte dell’esecutivo, del decreto sicurezza, trasformato in legge senza passaggio parlamentare, secondo quanto denunciato da Ultima Generazione. In una nota diffusa dal movimento, si legge: “Questo decreto non colpisce la violenza, colpisce la nonviolenza. Non chi fa del male, ma chi denuncia un’ingiustizia”.
Michele Giuli ha annunciato che porterà avanti la sua protesta nei giorni in cui non ha lezione, sedendosi ogni mattina davanti al Quirinale per chiedere al Presidente della Repubblica di non firmare il decreto legge. Un gesto che definisce di “responsabilità e coerenza”, nato dalla volontà di restare fedele ai valori che insegna quotidianamente ai suoi studenti.
“Non posso spiegare la storia della Resistenza e poi tacere di fronte a un provvedimento che limita il dissenso”, ha dichiarato. Rivolgendosi direttamente a Sergio Mattarella, ha ricordato il sacrificio del fratello del Presidente, ucciso dalla mafia, chiedendogli di onorare la memoria democratica del Paese respingendo il decreto.