Duplice omicidio a Roma: esecuzione al Pigneto, si indaga sulla mafia cinese

Zhang Dayong e Gong Xiaogqing freddati sotto casa: dietro il delitto l’ombra della “guerra delle grucce” legata al distretto tessile di Prato

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Una vera e propria esecuzione mafiosa è avvenuta nella notte di lunedì a Roma, nel quartiere Pigneto, dove due cittadini cinesi sono stati assassinati con sei colpi di pistola davanti al portone di casa, in via Prenestina 62. Le vittime, Zhang Dayong, 53 anni, e la compagna Gong Xiaogqing, 38, sono state uccise mentre erano ancora in sella alle loro biciclette elettriche. A sparare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un killer solitario con il volto coperto da un cappuccio.

Un delitto con metodo mafioso

L’assassino ha atteso i due all’esterno dell’edificio, ha citofonato a più condomini per farsi aprire, poi li ha colpiti con precisione e freddezza: due colpi alla testa, oltre ad altri quattro proiettili esplosi da una pistola calibro 9. Dopo l’esecuzione, l’uomo si è allontanato a piedi, contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente. La fuga è avvenuta fra le strade del quartiere Prenestino, sotto la sopraelevata, senza lasciare tracce immediate.

Il legame con la “guerra delle grucce”

L’ipotesi investigativa più accreditata riconduce il duplice omicidio a un regolamento di conti interno alla criminalità organizzata cinese. In particolare, le autorità sospettano un collegamento con la cosiddetta “guerra delle grucce”, una faida in corso all’interno della comunità cinese per il controllo del redditizio mercato degli appendiabiti nel distretto tessile di Prato. Un business milionario che, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, ha scatenato una serie di attentati, arresti e tentati omicidi tra fazioni rivali.

Il passato giudiziario di Zhang Dayong

Zhang Dayong era già noto alle forze dell’ordine, in quanto coinvolto nell’inchiesta “China Truck” della DDA di Firenze. Era stato arrestato e poi scarcerato con l’accusa di tentata estorsione a favore di un’organizzazione mafiosa cinese. Le indagini, coordinate dalla procura di Prato, si muovono nell’ambito di un’indagine complessa in cui viene contestato anche il reato di associazione mafiosa (articolo 416 bis del codice penale). La compagna, Gong Xiaogqing, risulta invece completamente incensurata.

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