L’Ater di Roma si trova in una situazione delicata, con il futuro di circa 130 famiglie in bilico a causa della possibile vendita delle case di via Pincherle a Valco San Paolo e via dei Colli Portuensi.
A guidare questa controversia è l’amministratore dell’Ater, l’architetto Orazio Campo, che deve fare i conti con due opzioni: fermare il piano di vendita e cercare altre soluzioni per risanare i conti, oppure procedere con il piano, rischiando una pesante conflittualità politica. Se da un lato la sinistra, in particolare il Comune e vari partiti, chiede un passo indietro, dall’altro lato il centrodestra, con Fratelli d’Italia, sta organizzando una commissione regionale per affrontare la questione.
Le richieste del Comune e dei sindacati
Il Comune di Roma, tramite l’assessore Tobia Zevi e il presidente della commissione Casa, Yuri Trombetti, insieme al coordinatore dell’ufficio Giubileo delle persone Andrea Catarci, sta prendendo posizione a favore degli inquilini minacciati di sfratto. Questi esponenti chiedono a gran voce un intervento della Regione Lazio per fermare la vendita e garantire soluzioni alternative per gli abitanti di via Pincherle e via dei Colli Portuensi. L’appello si estende anche a partiti come Sinistra Civica Ecologista, che attraverso figure come Luparelli, Cicculli e Marotta, si schierano a difesa dei residenti e contro la vendita degli immobili.
Fratelli d’Italia convoca una commissione regionale
Dall’altro lato, Fratelli d’Italia ha messo in agenda per il 5 maggio una commissione regionale sulle politiche abitative, con un’audizione che vedrà protagonista il commissario Ater, Orazio Campo. Laura Corrotti, esponente di Fratelli d’Italia, ha sottolineato l’importanza dell’incontro, dichiarando di essere pienamente consapevole della situazione di vulnerabilità che stanno vivendo le circa 130 famiglie degli alloggi Ater. Corrotti ha anche ribadito l’impegno del partito a trovare una soluzione che non dimentichi i residenti di questi immobili, pur mantenendo una posizione prudente sulla gestione della questione.
Il punto di vista di Andrea Catarci
Andrea Catarci, che nel 2009, quando Ater acquistò gli immobili da un privato, era presidente dell’VIII municipio, è stato uno dei più critici nei confronti della vendita. Catarci ha messo in evidenza le difficoltà economiche degli inquilini, che non potrebbero permettersi neppure l’acquisto con uno sconto del 20% su una casa dal valore di oltre 200.000 euro. “Le famiglie che abitano questi alloggi sono in difficoltà, molte di loro con età avanzata o problematiche di salute, e la lettera di Ater le ha terrorizzate”, ha dichiarato Catarci, minacciando una “mobilitazione generale” se non ci sarà un passo indietro da parte dell’Ater.
I guai finanziari di Ater e la strategia della vendita
La vendita degli immobili di via Pincherle e via dei Colli Portuensi fa parte di un piano più ampio da 525 immobili, il cui obiettivo dichiarato è quello di risanare il disavanzo finanziario di Ater, che ormai da anni è alle prese con un debito considerevole. Nel bilancio previsionale del 2024, l’allora direttrice generale, Edi Rolli, aveva evidenziato la grave situazione finanziaria dell’ente, che includeva un debito di 172 milioni di euro nei confronti di Roma Capitale, derivante dai mancati pagamenti di IMU e TASI per gli anni 2016, 2017 e 2018. La vendita delle case quindi, sebbene contestata, rappresenta una delle poche opzioni disponibili per l’ente per tentare di risolvere i suoi problemi finanziari.
La data cruciale del 5 maggio
Il 5 maggio si avvicina come una data cruciale per la risoluzione della questione. L’incontro in consiglio regionale del Lazio e l’audizione in commissione politiche abitative potrebbero infatti segnare un punto di svolta, con la possibilità di una soluzione condivisa o, al contrario, di un ulteriore scontro tra le parti. In ogni caso, la situazione delle famiglie in difficoltà e le implicazioni politiche della vicenda rimangono al centro del dibattito romano.