Radja Nainggolan, ex stella della Roma, dell‘Inter e attualmente in forza al KSC Lokeren-Temse, è finito al centro di un’inchiesta sui narcotrafficanti in Belgio. Il giocatore, noto per il suo temperamento e la sua carriera nel calcio europeo, ha raccontato la sua versione dei fatti durante un’apparizione nel programma televisivo belga Bar Goens, smentendo le accuse che lo vedrebbero coinvolto in un giro di droga.
Nainggolan ha ribadito di essere stato solo marginalmente coinvolto nell’inchiesta, spiegando le motivazioni che lo avrebbero spinto a chiedere un prestito ad un criminale di nome Nasr-Eddine Sekkaki.
Il 36enne ha confermato di aver chiesto un prestito di 100mila euro a Sekkaki per risolvere delle difficoltà economiche legate ai suoi debiti di gioco e alla fine del suo matrimonio. A causa di questi problemi finanziari, Nainggolan si è trovato in una situazione complicata, ma ha voluto chiarire che non era lui a prestare soldi, come invece era stato suggerito da alcune indiscrezioni. “Non erano loro ad aver bisogno di soldi, ero io. La gente crede a quello che legge sui giornali, ma non mi è stata fatta una sola domanda sulla droga durante il mio interrogatorio”, ha spiegato l’ex calciatore, smentendo il coinvolgimento nel traffico di sostanze stupefacenti.
Nainggolan ha anche raccontato di aver restituito i soldi ricevuti in contante, con una serie di bonifici che variavano tra i 5.000 e i 30.000 euro, giustificandoli come “spese per opere di edilizia”. L’ex giallorosso ha confermato che la sua permanenza in prigione lo aveva segnato profondamente, ma ha aggiunto di essere ora più sereno e felice, nonostante le difficoltà attraversate. “Ero distrutto in prigione, ma ora sono più felice che mai”, ha concluso.