Una residente del Quarticciolo è rimasta ferita da un proiettile vagante durante una sparatoria avvenuta nella tarda serata di domenica 4 maggio. La donna, colpita di striscio alla spalla, è stata trasportata in ospedale dal 118, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Si tratta tuttavia dell’ennesimo episodio di violenza legato alle faide per il controllo delle piazze di spaccio nel quartiere, già noto per il clima di degrado e criminalità.
Secondo quanto ricostruito, la sparatoria sarebbe scoppiata intorno alle 23:30, a seguito di un contrasto tra un pusher di origine magrebina e i vertici della piazza locale. Il motivo? Il mancato versamento dell’incasso giornaliero, che avrebbe provocato una reazione violenta da parte dei capi. Sono così partiti gli spintoni, il richiamo di altri uomini in strada e infine gli spari. I colpi erano destinati al pusher ribelle, ma hanno finito per ferire la residente, che stava rientrando a casa nel momento sbagliato.
La scena è ancora avvolta dal mistero. La Polizia di Stato, intervenuta rapidamente sul posto, non ha trovato bossoli né tracce evidenti degli spari, e persino la presenza della donna ferita non è confermata ufficialmente dalla questura. Tuttavia, secondo alcune fonti locali, la vittima sarebbe stata curata per una ferita lieve alla spalla, compatibile con una scheggia o un colpo di rimbalzo. Le indagini, coordinate dagli inquirenti, si stanno concentrando sulla faida per lo spaccio e sulle tensioni tra la manovalanza magrebina e i capi italiani della zona.
Il Quarticciolo, quartiere popolare del quadrante est della Capitale, è da tempo teatro di regolamenti di conti interni legati allo spaccio. Il precedente più noto risale ad aprile 2024, quando Kalil Ghedir, 19 anni, fu accoltellato da Jacopo Civilla, genero del presunto boss Luciano “Ciano” Marsella, per presunte appropriazioni indebite nella rete dello spaccio. Da allora, la frattura tra le due componenti – italiani al comando e magrebini sul campo – è diventata sempre più evidente, con episodi di violenza e ritorsione, come il rogo di scooter appartenenti a residenti del quartiere.
Il caso attuale riporta alla memoria il dramma di Caterina Ciurleo, la giovane uccisa nel 2023 da una pallottola vagante a Ponte di Nona. Anche questa volta, la città è andata vicina alla tragedia, in uno scenario dove il confine tra crimine e quotidianità si fa sempre più sottile.