Il Comune di Ardea ha disposto il divieto di balneazione su oltre metà della costa comunale, a causa della qualità delle acque classificata come scarsa. La decisione è stata formalizzata con un’ordinanza firmata il 22 maggio dal sindaco Maurizio Cremonini, in seguito alla delibera regionale dello scorso aprile.
Il provvedimento riguarda circa 5 chilometri di litorale interdetto ai bagnanti, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica, in attesa di eventuali miglioramenti della qualità delle acque.
Acque troppo inquinate: i dati di Arpa Lazio
La decisione si basa sulla delibera approvata il 15 aprile 2025 dalla giunta della Regione Lazio, che ogni anno classifica le aree balneabili e quelle non idonee alla balneazione. I dati derivano dai monitoraggi condotti da Arpa Lazio nel periodo 2021-2024, e le acque sono suddivise in quattro categorie: eccellente, buona, sufficiente e scarsa.
I tratti dichiarati non balneabili hanno ricevuto la classificazione “scarsa”, motivo per cui il Comune ha applicato il divieto, come previsto dalle normative vigenti.
Ecco dove è vietato fare il bagno
Nello specifico, il divieto di balneazione ad Ardea riguarda i seguenti tratti di costa:
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Dalla Foce del Rio Torto, al confine con il Comune di Pomezia, fino a circa 1.170 metri a destra della foce.
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Da 300 metri circa a sinistra della foce del Fosso dell’Incastro fino a 1.310 metri circa a destra della stessa.
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Da 400 metri circa a sinistra della foce del Canale Biffi fino a 130 metri a destra.
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Da 130 metri circa a sinistra della foce del Fosso del Diavolo fino a 150 metri circa a destra.
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Da 250 metri circa a sinistra della foce del Fosso della Caffarella fino a 100 metri circa a destra.
L’obiettivo: tutelare la salute dei cittadini
Il divieto resterà in vigore fino a nuove comunicazioni, con la possibilità di revoca solo in caso di miglioramenti comprovati della qualità delle acque. I controlli continueranno secondo i programmi stagionali di monitoraggio predisposti da Arpa Lazio.
Le autorità raccomandano ai cittadini e ai turisti di rispettare l’ordinanza e di consultare i canali ufficiali del Comune per eventuali aggiornamenti.