A partire dalle 14:00, un corteo organizzato da Pd, M5S e Avs ha preso vita in Piazza Vittorio Emanuele, accompagnato dalle note di “Bella ciao”. Il percorso, che si è concluso in Piazza San Giovanni, ha visto la partecipazione di circa 10.000 persone, secondo le stime della polizia. I manifestanti hanno lanciato slogan come “Palestina libera”, “Free free Palestine” e “Non si uccidono i bambini”, mentre numerose bandiere della Palestina, della pace e dei partiti promotori del corteo coloravano le strade di Roma.
La presenza dei leader politici e dei manifestanti provenienti da tutta Italia
Il corteo ha visto in prima fila i principali esponenti dei partiti organizzatori: Elly Schlein, segretaria del Pd, Giuseppe Conte, leader del M5S, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, rappresentanti di Avs. Accanto a loro, una forte rappresentanza di attivisti e parlamentari. Non solo esponenti locali, ma anche gruppi arrivati da diverse regioni italiane, tra cui Veneto, Friuli, Sicilia, Puglia e Campania, hanno partecipato alla manifestazione.
Slogan e cartelli provocatori
I cartelli sventolati durante il corteo esponevano messaggi forti come “Basta massacro, basta apartheid. Stato unico in Palestina” e “Merz, Starmer, Meloni, Macron avete le mani insanguinate”. L’evento ha visto anche una protesta diretta contro le politiche estere dei leader internazionali, accusati di complicità nel conflitto. Una parte del pubblico ha denunciato la continua esportazione di armi verso Israele, sottolineando come l’Italia, durante il governo Conte 2, sia diventata uno dei principali esportatori di armi a Israele.
Contestazioni interne e divisioni nel movimento pro Palestina
Se da una parte la manifestazione ha visto una vasta partecipazione, dall’altra non sono mancate le contestazioni interne. Gruppi di attivisti, tra cui il Fronte della Gioventù Comunista e l’Udap (Unione democratica arano palestinese), hanno criticato l’organizzazione del corteo, accusando i partiti promotori di non aver fatto abbastanza durante il loro periodo al governo per fermare il conflitto, soprattutto per quanto riguarda l’export di armi. Le contestazioni riguardano anche la tempistica della manifestazione, considerata da alcuni come tardiva rispetto alla gravità degli eventi in corso in Gaza.
Riflessioni sulla natura della manifestazione
L’Associazione dei Palestinesi in Italia, pur non partecipando al corteo, ha sottolineato come la manifestazione non rispecchiasse appieno le istanze storiche del popolo palestinese. I critici hanno lamentato una richiesta tardiva di cessazione delle ostilità, e la mancanza di una condanna chiara e esplicita del genocidio in atto. Tuttavia, altre realtà, come la Comunità palestinese d’Italia, hanno espresso il loro sostegno, ritenendo importante la partecipazione a un evento che rivendica la fine dell’occupazione israeliana e l’ingresso immediato degli aiuti umanitari a Gaza.
Interventi e azioni simboliche
Il corteo ha visto anche momenti simbolici toccanti: una volta giunti in Piazza San Giovanni, alcuni manifestanti hanno fatto suonare le sirene antiaereo, mentre cinque donne hanno rappresentato simbolicamente il dramma dei bambini palestinesi morti nel conflitto, tenendo dei fagotti insanguinati. Questi gesti hanno voluto richiamare l’attenzione sulla sofferenza dei civili, in particolare dei più piccoli, coinvolti nel conflitto.
Conclusione
Il corteo per Gaza si è concluso con interventi di attivisti e giornalisti, tra cui Rula Jebreal e Gad Lerner, e una forte dichiarazione di solidarietà verso la popolazione palestinese. La manifestazione ha sollevato importanti riflessioni sulla politica internazionale e sulla responsabilità della comunità internazionale nel fermare la violenza, proponendo una pace giusta basata sul rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite.