“Un colpo per ogni like”: arrestato a Roma per tentato femminicidio il compagno violento

Donna aggredita brutalmente a Tivoli dopo aver pubblicato foto su Instagram. L’uomo è accusato anche di stalking e lesioni aggravate

arrestato

Un’escalation di violenze culminata in un’aggressione brutale. È quanto accaduto a una donna residente nella provincia nord-est di Roma, che ha denunciato il compagno per continue violenze fisiche e psicologiche, culminate nella notte tra il 12 e il 13 giugno 2025 con un tentato femminicidio. L’uomo, un 39enne italiano, è stato arrestato e si trova attualmente in custodia cautelare in carcere.

La denuncia della vittima ha fatto emergere un quadro di abusi ripetuti, insulti, minacce di morte e un controllo ossessivo da parte del compagno, che secondo le testimonianze la picchiava in base ai “like” ricevuti sulle sue foto Instagram. Una spirale di violenza fisica e psicologica sfociata in un’aggressione avvenuta nella notte del 13 giugno, quando l’uomo ha scavalcato una finestra per entrare in casa della donna e l’ha colpita con calci e pugni, accusandola di aver pubblicato foto con alcuni conoscenti.

La mattina seguente, la vittima si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Tivoli con forti dolori alla testa. Grazie alla formazione del personale sanitario, specializzato nei casi di violenza di genere, è stato attivato subito il Codice Rosa. Dopo iniziali reticenze, la donna ha raccontato l’incubo che stava vivendo da mesi.

La ricostruzione dei fatti è agghiacciante. L’aggressore, secondo la denuncia, ha obbligato la donna a sedersi mentre controllava il suo smartphone, continuando a colpirla con la giustificazione che “ogni pugno è per un like”. Dopo averla trascinata fuori dall’abitazione, ha minacciato di “finire quello che c’era da finire”, cercando di costringerla a salire nella sua auto. Solo l’intervento di una vicina, allarmata dalle urla, ha evitato il peggio.

Ma le minacce sono proseguite anche in presenza di testimoni: “Se mi fai arrestare, segno ogni giorno in galera e poi sono cazzi tuoi”, avrebbe detto l’uomo alla donna e alla vicina, rimanendo sotto casa per oltre mezz’ora a inveire.

Il 17 giugno la vittima ha formalizzato la denuncia, fornendo dettagli precisi sulla notte dell’aggressione e sull’intero contesto di abusi e coercizione. Le indagini della polizia, coordinate dalla procura di Rieti, hanno confermato la sua versione, consentendo di richiedere una misura cautelare. Il giorno successivo, il 18 giugno, il pubblico ministero ha depositato l’istanza al giudice, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere il 19 giugno all’alba.

Le accuse a carico dell’uomo sono gravi: tentato omicidio, atti persecutori (stalking), lesioni aggravate, violenza privata e violazione di domicilio. Il giudice ha motivato la decisione con la “completa incapacità dell’indagato di esercitare autocontrollo”, sottolineando la visione distorta della compagna come un oggetto di sua proprietà.

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