È atterrato questa mattina all’aeroporto di Ciampino con un volo dell’Aeronautica Charles Kaufman, il 46enne statunitense accusato del duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. Dopo lo sbarco è stato trasferito al carcere di Rebibbia, dove resterà in custodia in attesa dell’interrogatorio di garanzia che sarà fissato entro cinque giorni.
L’uomo era stato arrestato l’11 giugno sull’isola greca di Skiathos, dove si era rifugiato dopo che la polizia italiana aveva ritrovato i corpi delle due vittime nel parco di Villa Pamphili. Il tribunale greco di Larissa ha dato il via libera all’estradizione su richiesta della Procura di Roma.
Comportamenti aggressivi e dichiarazioni contro gli agenti
Kaufman, che si è sempre dichiarato innocente, ha nuovamente attaccato verbalmente le forze dell’ordine, accusandole di violenze: “Sono stato picchiato in Grecia, in aereo e a Roma. Denuncio tutti”, ha affermato. Una dichiarazione che, secondo gli investigatori, conferma il suo profilo instabile e provocatorio. Per motivi precauzionali, al suo arrivo in Italia era presente anche un medico specializzato, dato che in carcere in Grecia l’uomo era stato trasferito in un reparto psichiatrico dopo aver distrutto la cella e aggredito il personale.
La ricostruzione dei fatti e l’identità nascosta
Secondo gli inquirenti, Kaufman avrebbe prima ucciso Anastasia, nascosto il corpo sotto un telo e, a distanza di giorni, avrebbe strangolato la figlia Andromeda. I tre erano arrivati in Italia a marzo. L’uomo utilizzava gli alias Rexal Ford e Matteo Capozzi, presentandosi come regista cinematografico in cerca di finanziamenti.
Durante la sua permanenza a Roma, era riuscito a ottenere un finanziamento da 860mila euro attraverso la formula del tax credit per un film intitolato Stelle della Notte, con l’intermediazione della società Coevolutions. Non avendo mai ricevuto i fondi, avrebbe cercato un confronto diretto con Marco Perotti, rappresentante della società.
Vita precaria e assenza di controlli
Dopo un periodo iniziale in un monolocale nel centro della Capitale, Kaufman, Anastasia e la bambina si erano trasferiti in una tenda a Villa Pamphili. La polizia lo aveva fermato più volte in stato di ubriachezza, ma l’uomo era riuscito a evitare verifiche approfondite grazie all’uso di documenti falsi e alla sua nazionalità.
L’identificazione ufficiale delle vittime e dell’indagato è avvenuta solo in un secondo momento, anche a causa dell’assenza di documenti. Su questi mancati accertamenti, è stata avviata un’indagine interna da parte della polizia.
Le ombre sulla sua storia e le indagini in corso
Il passato di Kaufman, originario di Laguna Beach, resta al vaglio degli inquirenti: negli Stati Uniti ha collezionato cinque denunce per violenza domestica e aggressione, ed era fuggito a Malta per ricominciare. Proprio sull’isola aveva conosciuto Anastasia, turista siberiana rimasta poi incinta.
Molti aspetti della vicenda restano ancora da chiarire: le dinamiche precise dei due omicidi, le attività dell’uomo nel settore cinematografico e le sue connessioni internazionali sono oggetto dell’inchiesta coordinata dai magistrati Giuseppe Cascini e Antonio Verdi.
Le parole della sorella e la cattura in Grecia
“Charlie ha la faccia d’angelo e lo charme del diavolo”, aveva dichiarato Penelope, sorella di Kaufman. “Temevamo che uccidesse la compagna e la bambina, e alla fine lo ha fatto”. La donna ha raccontato che il fratello aveva già manifestato segni di pericolosità anche nei confronti della famiglia, motivo per cui aveva cambiato nome e lasciato gli Stati Uniti.
A tradirlo, dopo la fuga dall’Italia, è stato il telefono cellulare, che si è riattivato sull’isola di Skiathos proprio l’11 giugno. Da lì è scattato l’arresto. Ora Kaufman è tornato a Roma, ma questa volta non come regista in cerca di gloria.