Una violenta aggressione, avvenuta lo scorso maggio in un appartamento di via di Valle Melaina a Roma, ha portato questa mattina all’arresto di sei persone accusate di sequestro di persona, rapina aggravata e porto abusivo di armi. L’operazione, condotta dagli agenti della squadra mobile e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, rappresenta l’esito di un’indagine complessa che ha avuto origine da una drammatica denuncia di sequestro.
La vicenda ha avuto inizio quando una coppia, incaricata di sorvegliare un appartamento durante l’assenza dei proprietari, è stata aggredita all’interno della propria abitazione da un gruppo di quattro uomini armati. L’obiettivo del blitz era ottenere le chiavi dell’immobile affidato loro, evidentemente di interesse per i malviventi.
Durante l’aggressione, l’uomo è stato colpito alla testa con il calcio di una pistola, mentre la donna è stata immobilizzata con la mano sulla bocca per impedirle di gridare. Entrambi sono stati minacciati con armi da fuoco e coltelli, privati dei cellulari e sequestrati.
Uno dei membri del gruppo ha avviato una videochiamata con un interlocutore dall’accento campano, che si è presentato come detenuto in carcere. L’uomo ha intimato alle vittime di consegnare le chiavi dell’appartamento in questione, proseguendo poi i contatti attraverso altre telefonate effettuate presumibilmente dal fratello del detenuto. Il contenuto di queste conversazioni è stato chiaramente intimidatorio: si è arrivati a minacciare la figlia della coppia, facendo riferimento a dettagli della sua vita personale.
Nel momento più critico, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo ha ricevuto ordine di tagliare un orecchio all’uomo e di picchiare la donna, qualora non avessero ceduto. Spaventata dalle minacce, la donna ha acconsentito a consegnare il mazzo di chiavi e una somma di 3.000 euro in contanti. L’abitazione è stata successivamente saccheggiata. La refurtiva, insieme alle armi usate per l’aggressione, è stata rinvenuta al momento dell’intervento della polizia.
Immediato l’intervento degli agenti della VI sezione della squadra mobile, che riuscirono già allora a fermare tre dei quattro soggetti coinvolti fisicamente nel sequestro. Le indagini non si sono però fermate, concentrandosi nei mesi successivi su indagati ritenuti mandanti o coautori dell’azione.
Questa mattina, lunedì 14 luglio, è scattata la seconda fase dell’operazione. Gli investigatori hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, su disposizione della DDA, nei confronti di soggetti sospettati di aver partecipato, a vario titolo, all’organizzazione e alla gestione del sequestro. Le accuse, pesanti, comprendono sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi.