Cinque ordigni bellici scoperti al lago di Castel Gandolfo

Evacuazione e intervento degli artificieri dopo il ritrovamento di granate incendiarie risalenti alla Seconda guerra mondiale

Castel Gandolfo

Sono stati evacuati i bagnanti e i presenti sulla riva del lago Albano a Castel Gandolfo, nel pomeriggio di venerdì 18 luglio, in seguito al ritrovamento di cinque ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale. Il rinvenimento è avvenuto durante i controlli dell’operazione Laghi sicuri, attuata dalla questura di Roma con il coinvolgimento della polizia fluviale.

Intorno alle ore 16:00, gli agenti hanno individuato sull’arenile del lago alcuni oggetti metallici riconducibili a munizioni belliche. Si è subito proceduto con l’evacuazione preventiva dell’area per mettere in sicurezza cittadini e turisti, molto numerosi in questa stagione.

Gli ordigni, individuati precisamente nel comune dei Castelli Romani, sono stati classificati come granate incendiarie ad alta pericolosità, capaci di sviluppare temperature fino a 2200 gradi, un valore che ne amplifica notevolmente il potenziale distruttivo. Secondo quanto accertato dagli artificieri, la natura esplosiva e termica di tali dispositivi avrebbe potuto causare danni gravi se accidentalmente attivata.

Dopo l’evacuazione, l’intervento degli specialisti è stato rapido ed efficace: gli artificieri hanno operato sul posto per circa due ore, riuscendo a mettere in sicurezza tutti gli ordigni. Le operazioni si sono concluse senza feriti alle ore 18:00, con l’area bonificata e riconsegnata alla fruizione pubblica in totale sicurezza.

L’intervento si inserisce nel più ampio contesto delle attività di prevenzione e sicurezza messe in campo durante il periodo estivo, in particolare nei pressi di laghi e aree naturali ad alta frequentazione. L’operazione Laghi sicuri, attiva in diverse zone del Lazio, ha l’obiettivo di prevenire rischi per la popolazione e garantire il controllo delle aree lacustri da eventuali residuati bellici o pericoli ambientali.

La scoperta al lago Albano sottolinea ancora una volta la presenza, seppur latente, di residui di guerra che continuano a emergere a distanza di oltre ottant’anni dal conflitto. La bonifica di Castel Gandolfo si aggiunge a una lunga lista di interventi simili in tutto il territorio italiano, spesso oggetto di ritrovamenti casuali da parte di forze dell’ordine o cittadini.

Le autorità invitano la popolazione a non toccare né avvicinarsi a oggetti metallici sospetti, specialmente in aree naturali, e a segnalare tempestivamente ogni avvistamento ai numeri di emergenza. Le operazioni di bonifica rimangono competenza esclusiva delle forze specializzate.

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