Morti dopo l’uso del taser: due indagini riaccendono lo scontro politico

A Olbia e Genova due uomini deceduti durante interventi delle forze dell’ordine: la sinistra chiede lo stop, il centrodestra difende lo strumento

Due episodi tragici, avvenuti a distanza di appena 48 ore, rimettono sotto i riflettori l’uso del taser da parte delle forze dell’ordine. Le vittime sono Gianpaolo Demartis, 57 anni, deceduto a Olbia, ed Elton Bani, 41 anni, morto a Manesseno, nell’entroterra di Genova, entrambi colpiti con l’arma a impulsi elettrici.

Le procure di Tempio Pausania e Genova hanno aperto fascicoli per omicidio colposo nei confronti di quattro carabinieri, disponendo le autopsie per chiarire le cause dei decessi. La dinamica degli interventi, seppur diversa, ha in comune il ricorso al taser durante momenti di forte agitazione delle persone coinvolte.

Dalle urla in casa all’aggressione in strada: le ricostruzioni

Nel caso di Bani, i militari erano stati allertati dai vicini che segnalavano rumori violenti e urla provenienti dall’appartamento. Giunti sul posto, hanno trovato l’uomo in stato di forte alterazione. A Olbia, invece, Demartis era stato visto aggredire passanti e comportarsi in modo pericoloso, finendo per colpire anche uno dei carabinieri intervenuti.

In entrambi i casi, le forze dell’ordine hanno dichiarato di aver tentato di calmare i soggetti, prima di fare uso del taser. Un’azione che ha scatenato polemiche politiche e acceso il dibattito pubblico sull’opportunità di impiegare questo strumento.

La politica si spacca: scontro aperto tra destra e sinistra

La sinistra ha immediatamente preso posizione. Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs, ha definito il taser “uno strumento di tortura legalizzato”, chiedendone la sospensione, mentre Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha invocato un intervento diretto del ministro Piantedosi per bloccarne l’utilizzo anche da parte della polizia municipale.

Opposta la reazione del centrodestra. Nicola Molteni, sottosegretario agli Interni, ha bollato le polemiche come “ideologiche e pretestuose”, mentre Andrea Delmastro, alla Giustizia, ha ribadito che “nessuno stop al taser: il suo utilizzo garantisce deterrenza e sicurezza”.

Il Garante apre un’istruttoria, i legali annunciano iniziative solidali

Nel frattempo, il Garante per la privacy ha aperto un’istruttoria sugli accadimenti, riservandosi eventuali provvedimenti sanzionatori e correttivi in caso di violazioni. L’Autorità ha inoltre richiamato l’attenzione sull’uso responsabile delle informazioni personali nei casi mediatici.

I legali della famiglia di Gianpaolo Demartis hanno fatto sapere che eventuali risarcimenti saranno devoluti in beneficenza, con iniziative dedicate ai bambini e alla lotta contro il cyberbullismo.

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