Lo sfratto dell’Antico Caffè Greco è stato ufficialmente rinviato al 22 settembre. Inizialmente previsto per lunedì 1 settembre, il procedimento è stato posticipato di circa tre settimane, secondo quanto riferito dall’Adnkronos. Il rinvio costringe l’Ospedale Israelitico, proprietario dell’immobile di via dei Condotti, ad attendere ancora prima di rientrare in possesso dei locali che ospitano il celebre caffè storico.
Alla base della proroga ci sono ragioni legate alla complessità giuridica della vicenda, che si intreccia con diritti di proprietà intellettuale, sentenze della Corte di Cassazione e disposizioni legislative recenti. L’ufficiale giudiziario, incaricato dell’esecuzione dello sfratto, dovrà rivolgersi al giudice dell’esecuzione, che sarà probabilmente chiamato a pronunciarsi sulla compatibilità tra la tutela del marchio “Caffè Greco” e il diritto di proprietà dell’immobile.
Secondo Carlo Pellegrini, gestore dello storico esercizio insieme alla moglie Flavia Iozzi, la soluzione più ragionevole rimane un accordo extragiudiziale tra le parti, come auspicato anche dall’Avvocatura dello Stato. Pellegrini ha inoltre sottolineato che l’attuale società, Antico Caffè Greco srl, vanta diritti su insegna, marchio e segni distintivi, riconosciuti da una sentenza della Cassazione. Ulteriore complicazione è data dal decreto legislativo 219/2024, che impone l’uso esclusivo dei locali come sede del “Caffè Greco”, restringendo le possibilità di utilizzo da parte di eventuali nuovi soggetti.
Dal punto di vista economico, i gestori affermano di aver presentato offerte sostanziose, sia per la locazione che per l’acquisto dell’immobile. Tra queste:
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Un canone annuo di 800.000 euro,
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Una proposta di acquisto delle mura per 10 milioni di euro,
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Proposte di fitto o vendita dell’azienda stessa.
Secondo Pellegrini, tali cifre sarebbero coerenti, se non superiori, alle stime del piano di risanamento dell’Ospedale Israelitico, rappresentando una possibile soluzione vantaggiosa anche per l’ente proprietario. Tuttavia, le proposte sarebbero state tutte respinte, generando ulteriori tensioni e alimentando il timore per la sorte del caffè fondato nel 1760, uno dei locali storici più antichi e prestigiosi d’Europa.
Il futuro dell’Antico Caffè Greco resta dunque appeso alle decisioni della magistratura, mentre il dibattito sul suo valore culturale e sul destino dell’immobile prosegue. La prossima tappa è fissata per il 22 settembre, quando il giudice potrebbe chiarire il nodo legale e indicare una via d’uscita tra diritti, doveri e interessi contrapposti.