Reading, musica, dibattiti, mercato popolare e un corteo di protesta. Sabato 26 e domenica 27 settembre il comitato Quarticciolo Ribelle organizza “Alziamo la voce, alziamo la testa!”, una due giorni di iniziative che vuole riaccendere i riflettori sulla borgata romana. L’evento si propone di denunciare il vuoto politico e istituzionale seguito al decreto Caivano bis, con cui il governo Meloni ha inserito il Quarticciolo tra le zone commissariate.
A sostenere l’iniziativa, anche nomi noti del mondo artistico e culturale come Elodie, Valerio Mastandrea, Zerocalcare, Michele Riondino e la casa editrice indipendente Momo Edizioni, da sempre vicina ai territori e alle periferie in lotta.
Le promesse mancate del decreto Caivano bis
“All’inizio del 2025 Quarticciolo sembrava essere il centro del mondo”, scrivono gli attivisti del comitato, ricordando i mesi in cui si parlava di emergenza, commissioni parlamentari, giornalisti in visita e proclami di riqualificazione. “Sembrava che la borgata sarebbe stata trasformata nel Canton Ticino, con le aiuole curate e i prati sintetici degli impianti sportivi gestiti dalle forze armate”.
Ma la realtà, a distanza di mesi, racconta un’altra storia. Gli attivisti denunciano una paralisi totale: “Gli sfratti non vengono fatti ma non si trova una soluzione per le 200 famiglie in attesa, l’ex questura non viene sgomberata ma neanche recuperata, la piscina va a bando ma il bando va deserto. Alle scuole viene rifatto il tetto, ma i bambini non si iscrivono per l’assenza della segreteria e della presidenza”.
Una borgata dimenticata tra spaccio e silenzi istituzionali
Mentre le istituzioni cambiano volto a ogni tavolo e rimandano le urgenze, nel Quarticciolo si continua a sparare e a spacciare crack. L’azione delle forze dell’ordine non basta a contenere il disagio, e la comunità resta in balia dell’abbandono.
Ma il comitato non si arrende. Da tempo ha presentato un articolato progetto di riqualificazione urbana e sociale, e oggi chiama a raccolta l’intera città: “Vi chiediamo di starci a fianco anche in questo tornante per alzare la voce e pretendere che il piano di quartiere sia finalmente attuato”.
Un corteo per cambiare rotta
La due giorni sarà anticipata da un momento forte e simbolico: sabato alle 17 partirà un corteo popolare per le strade della borgata. Un modo per tornare a farsi sentire, per chiedere case popolari, il recupero dell’ex questura e una vera progettualità per il futuro del Quarticciolo.
“Per cambiare davvero Quarticciolo”, conclude il comitato, “non bastano le telecamere o i bandi vuoti: servono ascolto, presenza e scelte coraggiose”. Si legge su La Repubblica.