Cresce la tensione nel quadrante nord-est di Roma, da Tor di Quinto alla Collina Fleming, dove si intrecciano progetti infrastrutturali e forti proteste civiche. Il nodo è il raddoppio della tratta ferroviaria Valle Aurelia-Vigna Clara, previsto dalle Ferrovie dello Stato, trasformato nel tempo da servizio pendolare a snodo per il trasporto merci.
Il progetto prevede una linea sopraelevata che passerà a soli 25 metri dalle abitazioni, scatenando la reazione dei residenti. Tra i punti più contestati, la realizzazione di una cabina elettrica adiacente ai palazzi, che secondo il comitato locale potrebbe comportare rischi di radiazioni e impatti sulla salute.
“Gronda merci” e dubbi sulla trasparenza
A guidare la protesta è il Comitato Vigna Clara, Tor di Quinto, Collina Fleming, rappresentato da Fabio Rosati, che denuncia l’assenza di partecipazione e trasparenza: “Un’opera di questo tipo richiederebbe ben altro coinvolgimento delle comunità locali”, afferma. Il progetto, ribattezzato “Gronda merci”, collegherà la ferrovia Tirrenica e quella per Firenze, diventando un corridoio commerciale su ferro intorno a Roma.
A rendere ancora più critica la situazione, la nomina di un commissario straordinario con poteri tali da limitare ogni confronto pubblico, anche in caso di modifiche rilevanti al tracciato o all’esecuzione dell’opera.
La linea aerea sul Tevere e oltre: impatto su ambiente e salute
La parte più controversa del progetto è la tratta sopraelevata: da via Monterosi a via Flaminia, passando per via Tor di Quinto, il Tevere, la ferrovia Cotral, la Salaria e Prato della Signora, fino a via Val D’Ala. Una linea sospesa che, secondo i comitati, genererà rumori, vibrazioni e degrado ambientale.
“Non saranno le barriere antirumore a contenere i danni”, avvertono i residenti, ricordando il precedente della Tangenziale Est. Le vibrazioni del traffico ferroviario rischiano di colpire direttamente i piani alti delle abitazioni di via Monterosi e via Tuscia.
Il confronto atteso con la Regione Lazio
Venerdì 12 settembre i comitati saranno ricevuti dai dirigenti dell’assessorato Mobilità e Trasporti della Regione Lazio, che ha già approvato il progetto con la Valutazione di impatto ambientale. La richiesta è chiara: ripensare radicalmente il tracciato e ascoltare chi in quei quartieri vive ogni giorno.
Un’opera pubblica può unire, ma solo se condivisa. Altrimenti, diventa un “gnommero” di tensioni, come avrebbe detto Carlo Emilio Gadda