Via libera alla rottamazione delle storiche carrozze delle metro A e B di Roma. Atac ha annunciato un piano di dismissione massiccia per liberare i propri depositi ferroviari e recuperare spazio operativo, avviando una gara pubblica per la vendita con obbligo di rottamazione di mezzi e componenti ormai fuori servizio. Si tratta di una misura destinata a snellire la logistica interna e, nel contempo, a ottenere risorse economiche da reinvestire nel servizio.
Il programma, approvato dalla direzione generale, prevede in particolare la dismissione di almeno 160 casse di veicoli ferroviari, 75 motori e numerosi carrelli e carri inutilizzati, attualmente collocati nei depositi di Magliana nuova, Magliana vecchia e Osteria del Curato.
Metro A e B: addio alle carrozze del passato
Nella lista dei materiali da smaltire compaiono carrozze appartenenti a vecchi convogli della metropolitana romana, molti dei quali ancora familiari a chi ha utilizzato il trasporto pubblico negli ultimi decenni. Si tratta di elementi ormai considerati obsoleti, non più adatti alla circolazione, ma che continuano ad occupare spazio utile alla gestione dei mezzi attivi.
Non solo proprietà Atac: tra i rotabili da rottamare vi sono anche veicoli di proprietà della Regione Lazio e di altri enti, ospitati nei depositi capitolini. Il piano, secondo le stime, potrebbe fruttare all’azienda oltre 1,3 milioni di euro, cifra modesta rispetto al bilancio complessivo, ma comunque significativa in un’ottica di razionalizzazione e contenimento dei costi.
Depositi più efficienti e meno congestionati
Lo scopo principale dell’iniziativa è recuperare spazio operativo nei tre principali hub di stazionamento della rete ferroviaria urbana. I materiali accantonati, ormai inutilizzabili, impediscono una gestione efficace delle infrastrutture e rappresentano un costo anche in termini di manutenzione passiva.
Il bando prevede che la vendita sia vincolata alla rottamazione, escludendo quindi ipotesi di riutilizzo o riassemblaggio su scala industriale. I soggetti interessati dovranno dimostrare capacità logistiche e tecniche adeguate per lo smaltimento secondo le norme vigenti, in un processo che si concluderà nell’arco di quattro anni.
Un’operazione già collaudata
Atac non è nuova a operazioni di questo tipo. Negli ultimi anni l’azienda ha già avviato vendite di materiale in disuso: nel 2024 ha incassato circa 300 mila euro attraverso la cessione di componenti dismessi, mentre a marzo 2025 erano andati esauriti all’asta diversi autobus articolati da 18 metri, molto richiesti da collezionisti e operatori esteri.