Roberto Gualtieri ha promesso di rendere il Tevere balneabile entro cinque anni e la notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo. Ma mentre il sindaco di Roma guarda al futuro con ottimismo, la stampa internazionale risponde con scetticismo e critiche concrete.
The Guardian ha rilanciato le dichiarazioni di Gualtieri, che ha sottolineato come il progetto romano costerebbe meno rispetto a quello attuato a Parigi per la Senna, grazie a un presunto minor livello d’inquinamento. Tuttavia, il quotidiano britannico smentisce questa visione: descrive il Tevere come un fiume tutt’altro che pulito e ricorda i ritardi cronici dell’Italia nelle opere pubbliche. Il giornale cita anche i dati pubblicati dalla missione Tara Microplastics, secondo cui il Tevere contiene tre particelle di microplastica per metro cubo, un dato inferiore a quello del Gange ma comunque preoccupante.
Nel settembre 2024, l’Ispra ha documentato che il Tevere trasporta più plastica e rifiuti galleggianti di qualsiasi altro fiume italiano, con alte concentrazioni di ammoniaca e batteri fecali. The Guardian ha riportato anche la posizione della Società Italiana di Medicina Ambientale, che ha bocciato l’iniziativa, definendola un rischio per la salute.
Anche The Independent ha criticato il progetto, evidenziando che alcune zone del Tevere superano i parametri di qualità solo in giornate favorevoli, ma che gli scarichi dell’Aniene e altri reflui urbani peggiorano rapidamente la situazione. Il quotidiano ha precisato che gran parte del fiume rimane pericolosa per la balneazione.
Reuters ha sottolineato le difficoltà affrontate da Parigi con la Senna, usata come esempio dallo stesso Gualtieri. L’agenzia ha ricordato che la capitale francese ha impiegato decenni per ripulire il fiume, e che anche durante le Olimpiadi del 2024 diversi atleti hanno dovuto assumere farmaci contro l’Escherichia coli, con alcune gare rinviate a causa dell’inquinamento.
Dalla Germania, l’Heidenheimer Zeitung ha messo in dubbio la scadenza quinquennale fissata da Gualtieri. Il giornale tedesco ha ricordato i tentativi falliti del passato per riqualificare il Tevere, bloccati nella fase progettuale o interrotti dopo l’avvio. Secondo il quotidiano, lo scarico industriale dell’Aniene e l’infestazione di ratti rappresentano ostacoli concreti, difficili da rimuovere nel breve periodo. Gli esperti citati dal giornale avvertono sui rischi sanitari legati al contatto con acque contaminate.
Anche il quotidiano panarabo Asharq al-Awsat ha rilanciato la notizia, ricordando che fino agli anni ’60 i romani si tuffavano nel Tevere, prima che l’inquinamento portasse al divieto. Il giornale dubita che la situazione possa cambiare radicalmente in soli cinque anni.
In Italia, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha liquidato l’iniziativa come una suggestione, sostenendo che Roma ha altre priorità. La Società Italiana di Medicina Ambientale ha rincarato la dose, definendo il progetto pericoloso per la salute pubblica.
I principali ostacoli che frenano il piano riguardano la gestione degli scarichi, la bonifica delle sponde e la lentezza delle opere pubbliche. Ripulire il Tevere richiede interventi strutturali, continui controlli sulla qualità dell’acqua e ingenti investimenti, elementi che rendono i cinque anni previsti dal sindaco un obiettivo difficile da raggiungere.