Mercoledì 1 ottobre Roma è diventata teatro di una protesta crescente dopo le notizie provenienti da Gaza, dove le autorità israeliane hanno bloccato la Flotilla diretta verso la Striscia. La reazione è stata immediata: alle 20.30, nel quartiere San Lorenzo e dall’Università La Sapienza, è partito un primo corteo spontaneo diretto alla stazione Termini, cuore nevralgico della mobilità capitolina.
Piazza dei Cinquecento è stata rapidamente occupata dagli attivisti, che hanno messo in atto un presidio pacifico ma determinato, con manifestanti seduti a terra e striscioni contro Israele e il governo italiano. “Meloni sei complice di Israele, hai le mani sporche di sangue, dimettiti” è stato uno dei cori più ripetuti nel corso della serata.
Metro chiusa e traffico in tilt
Poco dopo l’inizio del presidio, le forze dell’ordine hanno cinturato l’area di Termini per evitare che la manifestazione sfuggisse al controllo. Roma Mobilità ha comunicato la chiusura delle stazioni metro A, B e B1 di Termini, con i treni in transito senza fermate. L’intero quadrante è andato in tilt: bloccata via Giolitti e l’accesso a piazza della Repubblica, con gravi ripercussioni sul traffico cittadino.
Il corteo, inizialmente composto da qualche centinaio di persone, è cresciuto fino a superare i 10.000 partecipanti, costringendo le forze di polizia a rivedere le strategie operative. Dopo un primo presidio statico, intorno alle 21.40, i manifestanti hanno puntato verso Palazzo Chigi, trasformando l’azione in un nuovo corteo diretto verso le sedi del governo.
Blocco a piazza Barberini e trattativa con la polizia
Alle 22.30 il corteo è arrivato all’altezza di piazza Barberini, dove un cordone della polizia ha bloccato l’avanzata dei manifestanti. La situazione è rimasta in stallo per circa mezz’ora, mentre la tensione saliva. Vista l’affluenza massiccia e l’impossibilità di contenere ulteriori afflussi da Termini, alle 23 le autorità hanno concesso lo scorrimento del corteo lungo via del Tritone, stabilendo come punto di arrivo piazza San Silvestro.
La manifestazione si è dunque sviluppata nel cuore del centro storico romano, coinvolgendo direttrici centrali e simboliche della Capitale, in un crescendo che ha visto studenti, movimenti universitari, attivisti per i diritti palestinesi e semplici cittadini uniti contro il blocco della Flotilla.
Attesa per lo sciopero generale
La mobilitazione non si ferma qui. Diverse sigle sindacali e collettivi hanno annunciato uno sciopero generale per venerdì, che potrebbe coinvolgere trasporti, scuole e servizi pubblici. L’attenzione resta alta anche in altre città italiane, con manifestazioni già annunciate a Napoli, Milano e Torino.
Roma, dunque, si prepara a una nuova ondata di mobilitazioni, mentre la questione internazionale della Flotilla bloccata a Gaza riaccende il dibattito pubblico e politico in Italia.