Da una settimana, i tram a Roma sono fermi per manutenzione, sostituiti da bus gratuiti. Una buona notizia, almeno sulla carta. Il problema? Quasi nessuno è stato informato. Sull’8Bus, che prende il posto del tram 8, molti passeggeri continuano a convalidare il biglietto o ad acquistarlo come in un giorno qualsiasi. Sembra incredibile, ma a Roma c’è ancora chi paga il trasporto pubblico anche quando non dovrebbe.
Tra i pochi a notare l’anomalia c’è Alex, giovane ventenne romano, che si affida esclusivamente ai mezzi pubblici. Con tono tra l’indignato e l’infastidito, commenta: «Io ho pagato l’abbonamento e non è giusto che gli altri viaggino gratis: allora ridatemi i soldi indietro». Ma poi, spinto dal senso civico, si posiziona davanti alla macchinetta per fermare chi sta per pagare inutilmente.
Controllori disinformati e segnaletica inesistente
All’arrivo a piazza Venezia, i passeggeri vengono fermati da un controllore, apparentemente ignaro della gratuità del servizio. Alex lo avverte: «Guardi che il bus sostitutivo è gratuito, non deve chiedere il biglietto». Il controllore, visibilmente sorpreso, risponde: «Ah, ora ho capito perché non ce l’ha nessuno». Ironia o reale stupore?
Alex fa notare la mancanza di avvisi a bordo, suggerendo almeno qualche cartello in inglese per i turisti. Ma la replica del controllore è disarmante: «Vabbè, tanto qua nessuno ha mai pagato». Una frase che suona come una sentenza amara su una città dove il confine tra norma e consuetudine resta sempre troppo sottile.