Il progetto della metro C di Roma sta affrontando nuove difficoltà. Nella legge di bilancio 2024, presentata il 23 ottobre al Senato, è stato previsto un taglio da 50 milioni di euro ai finanziamenti destinati alla terza linea metropolitana della Capitale. Questo potrebbe mettere seriamente in pericolo il completamento della tratta T1, che collega Farnesina a piazzale Clodio, con l’inizio dei lavori previsto per il 2026.
Il taglio, pur essendo inferiore rispetto ai 425 milioni che erano stati proposti lo scorso anno, resta comunque significativo. La cifra prevista non è sufficiente a garantire l’operatività di un’opera dal valore complessivo di 900 milioni di euro. Se il finanziamento non verrà reintegrato, il progetto rischia di fermarsi e l’intera infrastruttura potrebbe rimanere incompleta.
Le reazioni alla riduzione dei fondi per la metro C
Il taglio dei fondi ha suscitato forti reazioni politiche, soprattutto a livello locale e nazionale. L’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze che questo taglio potrebbe avere sullo sviluppo della Capitale. Anche il capogruppo in Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha commentato duramente la decisione del Governo, affermando: “Siamo sempre stati chiari sulla necessità di completare questa infrastruttura fondamentale per la Capitale.”
Anche il ministro Antonio Tajani ha ribadito la sua contrarietà al taglio, sostenendo l’importanza di continuare il progetto della metro C, considerato un elemento cruciale per il futuro della città.
Le possibili conseguenze sulla tratta T1 e sulla vita dei romani
A essere particolarmente a rischio è la tratta T1 della metro C, che prevede un percorso dal quartiere Farnesina a piazzale Clodio. La mancata disponibilità di fondi potrebbe portare a ritardi nei lavori e, in scenari peggiori, a una vera e propria sospensione del progetto.
Se i lavori non dovessero partire, le talpe (i macchinari per la realizzazione dei tunnel) che dovrebbero iniziare gli scavi a Farnesina finirebbero per entrare in azione in altre zone, come quella di Prati Fiscali e piazzale Clodio. Questo comporterebbe una serie di disagi, con lavori che potrebbero estendersi per almeno 10 anni, in coincidenza con la realizzazione della tratta T2 da Clodio a Venezia.
Inoltre, i lavori della metro T1 si sovrapporrebbero a quelli già previsti per la nuova città giudiziaria, creando un vero e proprio caos in uno dei quartieri più affollati e frequentati di Roma.