È stato identificato e rintracciato il secondo automobilista coinvolto, anche se indirettamente, nel tragico incidente costato la vita a Beatrice Bellucci, la studentessa di 20 anni travolta da una Bmw su via Cristoforo Colombo. Il giovane viaggiava da Anzio verso Roma insieme a Luca Domenico Girimonte, il 22enne ora indagato per omicidio stradale, ma ha proseguito la corsa senza fermarsi dopo lo schianto.
Agli agenti della Polizia Locale ha dichiarato di non essersi accorto di nulla, motivo per cui avrebbe continuato il tragitto fino al centro di Roma, dove i due avrebbero dovuto trascorrere la serata insieme. Ha inoltre negato, come l’amico, che ci fosse una gara di velocità in corso tra le due auto.
Dubbi sulle versioni fornite dai ragazzi
Una ricostruzione che lascia molte ombre. Il violento impatto tra la Bmw di Girimonte e la Mini Cooper su cui viaggiava Beatrice è stato devastante: l’auto è finita contro un albero e si è praticamente disintegrata. Testimoni parlano di caos immediato sulla Colombo, con automobilisti che hanno fatto inversione per soccorrere i feriti.
Inoltre, sono in molti ad aver visto le due Bmw – una bianca e una grigia – sfrecciare a velocità elevata. I due conducenti sostengono che non superassero i 70 km/h, ma lo stato delle vetture lascia ipotizzare velocità ben superiori, forse anche intorno ai 150 km/h, su un tratto dove il limite è proprio 70.
Una vita spezzata a soli 20 anni
L’incidente è avvenuto venerdì 24 ottobre, poco dopo le 22. Beatrice, studentessa di Giurisprudenza all’Università Roma Tre, si trovava sul sedile passeggero accanto all’amica, rimasta gravemente ferita e tuttora ricoverata. Per lei non c’è stato nulla da fare.
Girimonte è ancora in ospedale ma fuori pericolo, mentre il suo amico è uscito illeso. Resta da chiarire perché quest’ultimo non abbia mai contattato l’amico dopo l’impatto, né si sia recato in ospedale, nonostante sapesse che avrebbero passato la serata insieme. Un dettaglio che rafforza i sospetti degli inquirenti.