Triplice femminicidio a Prati: chiesto l’ergastolo per Giandavide De Pau

La Procura di Roma invoca anche tre anni di isolamento diurno per l'ex autista del boss Senese

tentato femminicidio

Ergastolo e tre anni di isolamento diurno: è questa la pena richiesta dalla Procura di Roma nei confronti di Giandavide De Pau, l’uomo accusato del triplice femminicidio avvenuto nel quartiere Prati il 17 novembre 2022. La richiesta è stata avanzata davanti alla terza Corte d’Assise della Capitale, dove si sta celebrando il processo a suo carico.

Tre vittime, una violenza efferata

De Pau è ritenuto responsabile dell’uccisione brutale di due cittadine cinesi e della 65enne colombiana Marta Castano Torres, colpite a morte con numerose coltellate all’interno di appartamenti situati nel cuore del quartiere Prati, a Roma. Le indagini hanno evidenziato la particolare crudeltà dell’aggressione, elementi che hanno portato a contestare le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della ferocia.

Un passato criminale e legami con la malavita

L’imputato, che in passato ha lavorato come autista per il noto boss Michele Senese, è già noto alle forze dell’ordine per reati e frequentazioni nell’ambito della criminalità organizzata. Secondo la ricostruzione della Procura, De Pau avrebbe agito in piena lucidità, con l’intento deliberato di uccidere, come dimostrerebbero le modalità dell’aggressione e gli spostamenti tra le abitazioni delle vittime.

La richiesta dei magistrati: “Delitti di estrema gravità”

Durante la requisitoria, i magistrati hanno sottolineato come i tre omicidi siano stati commessi con ferocia inaudita e senza alcun apparente motivo valido, rafforzando la richiesta di una condanna al massimo della pena prevista dall’ordinamento penale italiano. Oltre all’ergastolo, è stato richiesto un periodo di tre anni di isolamento diurno, misura che può essere applicata in caso di crimini particolarmente gravi e premeditati.

Attesa per la sentenza a metà novembre

La decisione della Corte d’Assise è attesa entro la metà di novembre. Il caso ha scosso profondamente l’opinione pubblica, sia per la gravità degli omicidi che per il contesto in cui si sono verificati, in una delle zone centrali e più frequentate della capitale.

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