Virus respiratori in aumento a Roma e nel Lazio: colpiti soprattutto i bambini

In una sola settimana registrati oltre 1.600 casi di infezioni respiratorie acute: i più diffusi sono Rhinovirus, Covid-19 e virus parainfluenzali

ospedale

Nel Lazio, tra il 20 e il 26 ottobre, i medici sentinella hanno segnalato 1.690 casi di infezioni respiratorie acute (ARI). Il dato emerge dal monitoraggio settimanale di RespiVirNet, la rete di sorveglianza coordinata dall’Istituto superiore di Sanità. L’incidenza si attesta a 7,23 casi ogni mille assistiti, in linea con la media nazionale di 7,36.

La raccolta dei dati è avvenuta tramite i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta che partecipano al sistema di sorveglianza. L’analisi ha evidenziato una forte circolazione di Rhinovirus, Sars-CoV-2 e virus parainfluenzali, responsabili della maggior parte delle infezioni, sia nei territori che negli ospedali.

L’età più colpita è quella dei più piccoli

I bambini sotto i 5 anni risultano i più esposti. In questa fascia d’età si contano 208 contagi e un’incidenza di 18,79, il valore più alto rilevato nella Regione. Anche i minori tra i 5 e i 14 anni mostrano un numero consistente di casi: 170 infezioni e un’incidenza pari a 6,05.

Tra gli adolescenti e i giovani adulti, dai 15 ai 24 anni, i medici hanno registrato 189 casi, con un’incidenza di 8,60. Questi dati indicano che le fasce giovanili rappresentano il principale motore della circolazione virale in questo periodo.

Gli adulti e gli anziani non sono esclusi

Le infezioni non risparmiano neppure gli adulti. Tra i 25 e i 44 anni si contano 404 contagi, con un’incidenza di 8,66. Nella fascia 45-64 anni si rilevano 453 casi, per un tasso di 6,47. Gli over 65 riportano 266 casi, con un’incidenza più contenuta (4,74), ma comunque significativa per una categoria considerata a rischio.

Vaccinazioni in aumento rispetto allo scorso anno

Per contrastare la diffusione dei virus stagionali, la Regione Lazio ha avviato la campagna vaccinale antinfluenzale a inizio ottobre, puntando sui gruppi più vulnerabili: over 60, bambini fino ai 6 anni, persone fragili, donne in gravidanza e operatori sanitari.

La Federazione dei medici di medicina generale del Lazio (Fimmg) ha comunicato che, dopo 22 giorni dall’inizio della campagna, le somministrazioni hanno superato quota 293.000 dosi. Di queste, 270.000 sono state effettuate direttamente negli studi dei 3.800 medici di famiglia, superando i numeri dello scorso anno, che nello stesso periodo registrava 260.000 vaccinazioni totali.

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