Un locale di Trastevere, formalmente registrato come laboratorio artigianale, è stato chiuso per cinque giorni su disposizione delle autorità. La motivazione è chiara: alcol servito oltre l’orario consentito, musica ad alto volume e presenza di minorenni. Il provvedimento è stato adottato in base all’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), a seguito di ripetute infrazioni che hanno spinto le forze dell’ordine ad agire.
L’attività si era ritagliata un ruolo centrale nella movida romana notturna, soprattutto tra i giovanissimi. Nonostante fosse registrata come laboratorio, di artigianale restava ben poco: il locale funzionava di fatto come un bar o club con impianto di diffusione sonora e vendita di bevande alcoliche, spesso a prezzi bassi, che attiravano anche adolescenti.
Il titolare dell’esercizio era già stato sanzionato in più occasioni per comportamenti simili, ma aveva proseguito le attività ignorando le norme vigenti. La chiusura di cinque giorni rappresenta quindi l’epilogo di un’attività d’indagine e monitoraggio condotta dalle autorità competenti, finalizzata a contrastare gli abusi legati alla somministrazione non autorizzata di alcol e all’aggregazione notturna senza regole.
Il locale era diventato un punto di riferimento per la movida fuori controllo, con segnalazioni frequenti da parte di residenti e passanti per il disturbo della quiete pubblica, l’affollamento e comportamenti a rischio, soprattutto da parte dei più giovani. L’assenza di controlli sull’età degli avventori e la vendita di superalcolici a minorenni hanno aggravato la posizione del gestore.
Contestualmente alla chiusura, le forze dell’ordine hanno rafforzato i controlli nella zona, predisponendo posti di blocco per monitorare il traffico e la guida in stato di ebbrezza. In poche ore, sono state contestate 140 sanzioni per violazioni del codice della strada, con un’alta incidenza di infrazioni legate al consumo di alcol prima di mettersi alla guida.