Un furto fulmineo, compiuto in pochi secondi e sotto gli occhi di alcuni studenti, ha scosso nella giornata di mercoledì 12 novembre la facoltà di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre, nel quartiere Esquilino. Una donna di 31 anni, cittadina italiana, ha fatto irruzione all’interno dell’aula magna, sottraendo materiale elettronico prima di darsi alla fuga.
La scena è avvenuta attorno alle 13, in via Principe Amedeo. Vestita con una tuta sportiva e un berretto, la donna è entrata con disinvoltura nell’edificio universitario, da dove ha portato via un tablet, un paio di auricolari e il cellulare di una studentessa. A notarla è stato uno studente presente in aula, che non solo ha assistito al furto ma ha avuto la prontezza di filmare l’azione e avvisare immediatamente la sicurezza.
Allertata la vigilanza dell’istituto, due operatori della società Italpol si sono posizionati nei pressi del Giardino di Confucio, cercando di prevedere la via di fuga in base alla descrizione ricevuta. Le informazioni raccolte hanno consentito di seguire la donna fino al mercato rionale dell’Esquilino, dove è scattato il fermo.
La fase dell’arresto non è stata semplice: la donna ha opposto resistenza, si è divincolata con forza, ha offeso i vigilantes e ha anche sputato contro di loro, rendendo difficile il controllo della situazione. Alla fine, è stata affidata agli agenti della polizia locale di Roma Capitale del gruppo SPE (Sicurezza pubblica emergenziale). La refurtiva è stata ritrovata all’interno di un borsone da palestra e restituita.
Dai successivi controlli è emerso che la 31enne era già nota alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, oltre che per episodi legati allo spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Per l’episodio all’università è scattata una denuncia per furto aggravato. A suo carico è stato inoltre notificato un ordine di allontanamento, secondo quanto previsto da una recente ordinanza firmata dal prefetto di Roma.
Il fatto ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli atenei della Capitale, in particolare nelle sedi aperte e centrali come quella dell’Esquilino, spesso accessibili anche a persone esterne all’ambiente universitario. La rapidità dell’azione e la reazione coordinata tra studenti e vigilanza ha però permesso di contenere i danni, restituendo subito il maltolto.