È iniziata nella giornata di mercoledì 12 novembre la trasformazione di piazzale Clodio, nel I Municipio di Roma, con un progetto di riqualificazione urbana che punta a sostituire l’asfalto con aree verdi e permeabili. L’intervento rientra tra le misure per il contenimento del consumo di suolo e la lotta alle isole di calore, nel quadro delle azioni previste per la neutralità climatica al 2030, obiettivo condiviso da Roma con altre 100 città europee.
Depaving e rigenerazione urbana
Il progetto in corso rientra nelle operazioni di “depaving”, ovvero la rimozione di superfici asfaltate per restituirle al verde urbano. A piazzale Clodio saranno rimossi 2.300 metri quadrati di cemento, che lasceranno il posto a prati, pavimentazione drenante e porfido. La nuova area accoglierà 22 alberi e 60 nuove piante, andando a rinaturalizzare spazi da anni usati come parcheggi abusivi.
L’intervento permette di riconnettere visivamente e funzionalmente l’area verde tra piazzale Clodio e viale Mazzini, inaugurata durante l’estate, e si affianca a simili operazioni già avviate in Parco del Celio e via Ipponio, nei municipi I e VII.
Le dichiarazioni dell’assessora Alfonsi
Sabrina Alfonsi, assessora capitolina all’Ambiente, ha sottolineato come la trasformazione dell’area non sia solo ambientale, ma anche sociale: “Restituiremo piazzale Clodio ai cittadini come spazio vivibile e verde, eliminando definitivamente le sosta selvaggia e i cartelloni pubblicitari, che saranno spostati in altre zone,” ha dichiarato. L’obiettivo, ha aggiunto, è migliorare la qualità dell’aria e promuovere un nuovo uso degli spazi pubblici, incentrato sulla sostenibilità”.
Il nodo del pratone di via Teulada
A pochi passi da piazzale Clodio si apre però un fronte di polemica: il pratone di via Teulada, un’area verde amata dai residenti, è a rischio edificazione. Il progetto per l’ampliamento della cittadella giudiziaria, sancito da un protocollo d’intesa tra Comune, Regione e Governo, prevede infatti la costruzione di 24.400 metri quadrati di nuovi edifici.
Le associazioni locali e i comitati cittadini si oppongono fermamente, chiedendo all’amministrazione di rivedere il piano per tutelare il verde urbano esistente. Anche il Campidoglio, pur coinvolto nell’intesa, ha espresso l’intenzione di contenere il consumo di suolo e proteggere le aree libere da nuova cementificazione.