Aggressione a un autista Atac: quarto episodio in pochi mesi

l conducente della linea 724 è stato ferito a una mano in via di Grotte Celoni. Aumentano le preoccupazioni per la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico

Atac, autobus, sciopero, chiusura, scioperi

Un autista dell’Atac è stato aggredito con un coltello mentre era in servizio, segnando l’ennesimo episodio di violenza ai danni dei lavoratori del trasporto pubblico romano. L’incidente è avvenuto lunedì 15 dicembre, intorno alle 18, in via di Grotte Celoni, quando un uomo, per motivi ancora in fase di accertamento, si è avvicinato al conducente della linea 724 e lo ha ferito a una mano con un’arma da taglio. Dopo l’aggressione, l’autore del gesto è riuscito a fuggire.

L’autista, un uomo di 42 anni, è stato soccorso dai colleghi e trasportato al Policlinico Casilino dai sanitari del 118, allertati dalla polizia locale, che stava effettuando i consueti controlli nella zona.

Le reazioni politiche e sindacali

L’ennesima aggressione ha suscitato forti reazioni politiche. Il gruppo di Fratelli d’Italia ha espresso solidarietà all’autista ferito, denunciando la gravità dell’accaduto. “Non possiamo più considerare questi atti di violenza come episodi isolati. La sicurezza dei lavoratori Atac deve essere una priorità”, hanno dichiarato il capogruppo Giovanni Quarzo e i consiglieri Federico Rocca e Stefano Erbaggi, sottolineando l’inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate finora.

Anche i sindacati hanno alzato la voce. Michele Frullo, rappresentante dell’USB, ha evidenziato come la scarsa sicurezza nelle strade romane esponga quotidianamente i lavoratori a gravi rischi. “Chiediamo un intervento urgente delle forze dell’ordine per tutelare i lavoratori e i cittadini”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di aumentare i presidi di sicurezza nelle zone più critiche della città.

Una situazione insostenibile

L’autista Andrea Lucidi, che aveva denunciato pubblicamente la crescente insicurezza attraverso una lettera letta in consiglio municipale, ha raccontato il clima di paura che caratterizza la vita quotidiana degli operatori del trasporto pubblico. “Non so mai se tornerò a casa sano e salvo”, aveva scritto Lucidi, evidenziando il frequente ricorso a violenze e atti vandalici contro gli autobus, come sassaiole e danneggiamenti dei mezzi.

Questa situazione, sempre più grave, ha portato i sindacati e le forze politiche a chiedere interventi urgenti per garantire la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico. La mancata adozione di misure concrete, come l’aumento della sorveglianza e il rafforzamento dei controlli, rischia di compromettere non solo la sicurezza degli autisti, ma anche la qualità del servizio pubblico offerto alla cittadinanza.

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