Ex Mercati Generali, via ai tavoli partecipativi con il territorio

Il Comune apre il confronto dopo le proteste sull’area Ostiense

ex mercati generali

Dopo le proteste contro le ruspe nell’area degli ex Mercati Generali, il Comune di Roma ha deciso di avviare tre tavoli tematici di confronto pubblico con i cittadini, per discutere il futuro della zona. L’iniziativa si propone di raccogliere proposte e osservazioni utili a integrare la riqualificazione con i bisogni del territorio.

Ex Mercati Generali, tre incontri pubblici tra gennaio e febbraio

I tavoli si terranno il 30 gennaio, il 6 febbraio e il 13 febbraio, dalle 16 alle 19. Le sedi saranno distribuite sul territorio: la Casa della Città ospiterà il tavolo su urbanistica, mobilità e residenze universitarie; il Centro Anziani di Garbatella affronterà il tema del verde e degli spazi pubblici; infine, la Biblioteca Joyce Lussu sarà dedicata a cultura e tempo libero. I tre incontri si svolgeranno in parallelo in ciascuna giornata.

Secondo il Campidoglio, il ciclo di appuntamenti rappresenta un’occasione per fare chiarezza sul progetto e favorire una reale partecipazione civica. Sinistra Civica Ecologista ha espresso sostegno all’iniziativa, definendola “una sfida di rigenerazione” per una ferita storica della città.

Le proteste e le critiche al progetto Hines

L’annuncio dei tavoli arriva dopo settimane di tensione nell’area degli ex Mercati Generali, dove le attività di sfalcio e bonifica hanno sollevato accuse da parte degli ambientalisti, tra cui il WWF Roma, che parlano di devastazione di un’area umida.

Mobilitazioni, volantinaggi e presìdi hanno visto la partecipazione di studenti, associazioni e centri sociali, culminati in due blitz agli assessorati Ambiente e Patrimonio. Alcuni gruppi hanno anche denunciato i legami della società Hines con il conflitto israelo-palestinese, sventolando bandiere della Palestina.

Il nodo dello studentato privato e la richiesta di revoca

Al centro delle contestazioni c’è il progetto del fondo Hines, che prevede la costruzione di uno studentato privato da oltre 2mila posti letto, con il 25% delle sistemazioni a prezzi calmierati (600 euro al mese per un posto letto). Il comitato dei residenti chiede al Comune la revoca della convenzione firmata il 10 novembre 2025.

Una parte della cittadinanza chiede un’alternativa che metta al centro il valore pubblico dell’area e garantisca una trasformazione realmente condivisa e sostenibile.

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