Femminicidio di Federica Torzullo: nuovi sviluppi nelle indagini

Nuovi sviluppi nelle indagini sul femminicidio di Federica Torzullo: analisi della scatola nera dell'auto di Carlomagno e ricerche dell'arma

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Si aggiungono nuovi elementi nelle indagini sul femminicidio di Federica Torzullo, uccisa il 9 gennaio a Anguillara dal suo compagno Claudio Carlomagno, reo confesso. L’attività istruttoria, coordinata dalla Procura di Civitavecchia, si sta concentrando su una serie di accertamenti cruciali che potrebbero fornire dettagli importanti su quanto accaduto nelle ore successive al crimine.

Uno degli strumenti su cui si concentrano ora gli investigatori è la scatola nera dell’auto di Carlomagno. Il dispositivo elettronico, dotato di GPS, consente di acquisire dati sui percorsi effettuati e sui luoghi di sosta, permettendo così di ricostruire gli spostamenti dell’uomo nelle ore che seguirono l’omicidio. Questo potrebbe essere un passo fondamentale per chiarire ogni dettaglio relativo alla fuga e agli eventi successivi al crimine.

Oggi, gli investigatori procederanno con un nuovo sopralluogo nella villetta dove è avvenuto il femminicidio, il primo dopo la confessione di Carlomagno durante l’udienza di convalida del fermo. In questa fase, sono previsti accertamenti irripetibili negli appartamenti della casa e sull’autovettura dell’uomo. Inoltre, è stato disposto un esame anche sull’azienda a lui riconducibile.

Un altro aspetto fondamentale delle indagini riguarda il ritrovamento dell’arma del delitto, un coltello bilama che Carlomagno ha riferito di aver gettato in un corso d’acqua vicino alla via Braccianense. Nonostante le ricerche effettuate finora, l’arma non è stata ancora rinvenuta.

Nel contesto delle indagini, si prosegue anche con il caso legato alla morte dei genitori di Carlomagno. Maria e Pasquale Carlomagno sono stati trovati senza vita nel tardo pomeriggio di sabato, con la causa del decesso confermata come asfissia da impiccagione. La Procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di istigazione al suicidio, dato che i due hanno lasciato una lettera indirizzata al figlio minore, Davide, in cui fanno riferimento alla “gogna” subita sui social a seguito del femminicidio. Sul web, infatti, sono apparsi messaggi minacciosi e allusioni al loro possibile coinvolgimento nell’omicidio.

Gli accertamenti sull’abitazione dei coniugi, che è stata posta sotto sequestro, stanno proseguendo. Gli investigatori stanno esaminando il materiale sequestrato per raccogliere ulteriori prove. Nel frattempo, proseguono le indagini per identificare gli autori dei messaggi sui social, che potrebbero aver contribuito alla drammatica fine dei due coniugi.

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